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Homepage Shvoong>Diritto & Politica>1984, romanzo politico di George Orwell

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1984, romanzo politico di George Orwell

di : marzio19yahooit    

Autore : George Orwell
La Storia ci dice che Orwell ha visto giusto. Il suo romanzo fanta-politico, 1984, scritto nel 1948, testimonia la lungimiranza
di uno scrittore e intellettuale che ha visto aldilà delle coltri fumose che l'ottimismo post-seconda guerra mondiale andava profondendo.
Davanti a sè, Orwell vedeva emergere un'epoca di finalità apocalittiche. Finalità ideologiche.
E l' ideologia, come Orwell illustra, non è altro che il mascheramento di una logica di potere politico. La politica si impone sulla natura dell'uomo: ripulisce le menti, decide della vita di uomini indifesi, dal momento della nascita fino al momento della morte.
Il futuro immaginato da Orwell è caratterizzato da un assetto piuttosto statico, dove si trovano i conflitti soltanto alla superficie. Ci sono tre potenze mondiali che si alleano e si fanno guerra tra sè, ma la stabilità generale del loro potere è nell'interesse di tutti. Ogni volta che un conflitto è vinto o perso, la storia viene riscritta. E così, le nuove generazioni perdono costantemente il legame col passato.
Le tre potenze mondiali usano dottrine politiche che hanno nomi diversi, ma nella sostanza si assomigliano terribilmente. Anche il modo di governare è identico.
In Oceania - la terra in cui vive il protagonista, Winston - ci sono quattro ministeri, che hanno per nome l'esatto contrario di quella che è la loro occupazione. Ad esempio: il ministero della pace non ha altro scopo che occuparsi al mantenimento delle guerre, che sono continue e senza sosta.
La guerra è utile, infatti, perchè consente di mantenere il popolo impegnato, e col fatto che la storia si riscrive ogni volta, consente anche di dimenticare il passato e rendere la mente più leggera.
Il ministero della verità, invece, non ha altro scopo che svolgere la propaganda e censurare le opinioni avversarie al regime. I dissidenti sono catturati, e subiscono il lavaggio del cervello che li trasforma in sudditi obbedienti della dottrina politica popolare.
Questo libro, al suo apparire, fu interpretato come un'aperta critica del sistema sovietico, e perciò fu censurato in URSS. Ma nella mente dell'autore c'era ben altro. Orwell intendeva chiaramente attaccare l'ideologia liberale americana, oltre che il comunismo sovietico. Il liberalismo sfrutta la tattica del "ribaltamento delle antitesi", e ciò permette di avere sempre ragione. Con ciò, la politica americana è legittimata a innescare guerre senza sosta, perchè giusta appare la motivazione di partenza. E così, accettata dal punto di vista del pensiero umano, è anche la sottomissione del popolo a un organo di potere sempre più vasto, a cui non sfugge nulla della vita personale e individuale.
Dobbiamo ricordare che su Orwell ebbe una certa influenza un libro di teoria politica critica, di Bruno Rizzi: La burocratizzazione del mondo. Quest'opera, di un socialista italiano esule a Londra, doveva sembrare a Orwell come la prefigurazione della catastrofe del futuro umano, e cioè il risultato della conquista dell'intera vita umana (e sociale, soprattutto) ad opera delle ideologie politiche.
Sul tema dei romanzi fanta-politici, 1984 è paragonabile in qualche misura al classico di Aldous Huxley, Brave new world. Interessante è notare anche come il termine "Grande Fratello", inventato da Orwell, sia stato poi accolto e sia entrato a far parte della nostra vita quotidiana.
Marzio Valdambrini
Pubblicato il: giugno 06, 2009
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