Dalle pagine del corriere on line, Raffaele Mastrolonardo riporta le ultime novità statunitensi in materia di turismo spaziale: unici destinatari, per ora, i miliardari dell’intero pianeta.
Sulle tratte extraterrestri, infatti, sarà il caso di redigere, presto o tardi, un testo di legge in grado di tutelare i soggetti ed assicurare i mezzi coinvolti nell’impresa, profilando, in un quadro normativo definito, i termini di un business ancora oggi del tutto speciale.
Certamente la preoccupazione di regolamentare gli affari in questo campo lascia intendere quanto breve sia la distanza che ormai separa l’uomo
comune dall’esperienza del cosmo. Così a Washington si
stanno rielaborando le prima istanze sanitarie e commerciali relative all’impresa. E’ stata la Federal Aviation Administration (FAA), agenzia deputata per il governo ai trasporti aerei a formulare la prima proposta in un documento di 123 pagine.
Per quanto, in alcuni frangenti della storia umana, la realtà sembri superare la fantasia, le aspettative che riguardano il viaggio oltre l’atmosfera terrestre non disegnano fin’ora rituali molto differenti da quelli di un comune volo aereo. Maggiori precauzioni naturalmente, ma nulla di trascendentale, unica novità la richiesta scritta del consenso da parte dell’extra-turista messo dovutamente al corrente di tutti i
rischi del caso.
Le future compagnie aerospaziali, che si immaginano prontamente in grado di fornire lavoro a personale tecnico superspecializzato anche al di fuori dei centri di ricerca governativi oltre che a lucrare ingenti guadagni, saranno tenute a informare i passeggeri sulle eventuali emergenze e sui sistemi migliori per abbandonare il velivolo senza rischi, mentre per ogni membro dell’equipaggio sarà necessaria un’adeguata certificazione relativa a condizioni psicofisiche tali da garantire lo svolgimento regolare delle mansioni proprie della sicurezza. Per i piloti sarà richiesto un attestato rilasciato dalla Federal Aviation Administration. Mentre le prenotazioni cominciano ad abbondare, i businessmen più attenti stanno già studiando nuovi modi di trarre profitto dal turismo spaziale. Il primo porta il nome di Jeff Bezos, amministratore delegato di Amazon, e annuncia che una stazione
spaziale aprirà, per conto della società BlueOrigin, nella città di Seattle.
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