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Un tocco in più trasferire dati: il corpo umano nelle telecomunicazioni

di : Antonietta De Luca     


Superata la vecchia Local Area Network, nasce in Giappone la Human Area Network
Sul Corriere della Sera del 29 dicembre
2005 Alessandra Carboni ha pubblicato un articolo su una recente scoperta messa a punto da un’équipe di scienziati nipponici. Grazie al potenziale elettrico del corpo umano sarà possibile nel giro di un anno trasmettere e ricevere dati a persone, computer e telefonini con il solo contatto epidermico. L’individuo diventa, cioè, un nodo attivo della rete di comunicazione che si attiva tra i vari dispositivi elettronici di pc e cellulari. Un sistema velocissimo che garantisce trasmissioni di dati a 2 MB al secondo, ma efficace solo a distanze non superiori a 20 cm.
Questa possibilità è stata elaborata e messa a punto dalla NTT, l’azienda leader delle telecomunicazioni giapponesi, e prende il nome di tecnologia RedTacton. Il suo funzionamento si sviluppa mediante l’uso di un ricetrasmettitore dotato di un cristallo ottico sensibile ai segnali elettrici del corpo. Le vibrazioni vengono trasformate da un raggio laser in segnali elettrici percettibili da un altro corpo umano e da altri dispositivi dotati di ricevitori che supportano la stessa tecnologia. Questi sensori, che possono comodamente essere posti sotto la pelle o sotto i vestiti, permetteranno dunque lo scambio di dati tra persone e cose anche attraverso una semplice stretta di mano.
Quel che ci si domanda dopo una rapida quanto spontanea escursione fantascientifica in universi paralleli rappresentati solo cinematograficamente, è quali saranno i riflessi e gli esiti legati alla comunicazione linguistica in atto nelle situazioni relazionali comuni oggi tra esseri umani.
Se è lecita una provocazione: simili tecnologie diffuse ad ampio raggio non rischieranno di soppiantare o quanto meno di impoverire, insieme al linguaggio verbale, le potenzialità comunicative degli abitanti del terzo millennio o piuttosto esimeranno dall’incombenza di comunicazioni di servizio persone tanto più abili e preoccupate di scambiarsi pensieri e riflessioni di più elevata natura? Come è evidente gli esiti sarebbero addirittura opposti, interessante si rivelerebbe dunque lo sviluppo di una riflessione filosofica e sociologica in grado di fornire risposte e previsioni circa un futuro di ‘parole elettriche’.
Pubblicato il: gennaio 01, 2006
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