P11, non un missile, ma un nome: quello della
molecola della gioia, l’ultima
scoperta del premio Nobel per la Medicina Paul Greengard della Rockefeller University di New York. Ed ecco accendersi una nuova speranza per i pazienti soggetti alla depressione. La quantità di questa molecola, infatti, determina gli stati umorali dell’uomo. La sua somministrazione causa lo stesso effetto degli psicofarmaci, capaci di stimolarne in forma mediata la produzione. Come dire: il fine al posto del mezzo.
Come annunciato dalla rivista
Science, la scoperta può rivoluzionare la cura delle patologie depressive rivelando finalmente le basi organiche del malessere, perché da P11 dipende la quantità delle molecole che rivestono la superficie dei neuroni con il compito di captare il segnale nervoso della serotonina, il neurotrasmettitore del buon umore. E’ proprio questo, tra l’altro il campo di studi per il quale l’impegno del noto dottore è stato premiato dall’Accademia di Svezia. Aver compreso le modalità di funzionamento e di
comunicazione del sistema neuronale permette ora di orientare terapeuticamente le informazioni oggetto di scambio tra le sinapsi, le interfacce dei collegamenti tra un neurone e l’altro. Nella
depressione la
serotonina non
viene scambiata nel modo e nella misura giusta e gli antidepressivi servono proprio a correggere la dinamica erronea. Fino ad oggi, però, erano sconosciuti ai ricercatori i passaggi mediante i quali la comunicazione viene ripristinata correttamente: è proprio la molecola P11 che, come dimostrato dagli esperimenti, interagisce coi recettori della serotonina e ne determina il numero. Ora l’attenzione si rivolge all’aspetto farmacologico e terapeutico: grazie a questa scoperta anche altre patologie psichiatriche possono essere affrontate con un approccio migliore.
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