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Google e la biblioteca universale on line: interrogativi aperti sul futuro della mente III

Summary rating: 4 stars 4 Recensione
Review by : Antonietta De Luca
Visite : 377  parole: 600   Pubblicato il: gennaio 09, 2006
E’Siva Vaidhyanathan, docente di cultura della comunicazione alla New York University, a porre l’accento su un aspetto fondamentale della questione: “Confesso di essere elettrizzato dalle potenzialità di Google e da alcuni suoi programmi come quello della biblioteca universale – afferma – Ma anche spaventato. Ho paura che si vada troppo in là inseguendo un'utopia. Stiamo elevando Google al ruolo di ecosistema dell'informazione del mondo, senza che quest'azienda abbia alcun obbligo o responsabilità».
Intanto, però, sono gli editori ad aver vinto il primo round in tribunale: con le loro proteste hanno ottenuto la sospensione della digitalizzazione dei volumi per tre mesi. Peccato che poi siano finiti K.O. e che a novembre l’impresa abbia ottonuto il placet della giustizia. Nessun appiglio rimane nemmeno per quel che riguarda la deperibilità del materiale librario, la fragilità del supporto cartaceo. Google si serve di una segretissima tecnologia meccanica capace di evitare ogni danno anche ai libri più antichi. Solo per questo le biblioteca non hanno opposto resistenza e quando il loro okey è giunto alle orecchie dei giornalisti del New Republic, non ha tardato un secondo la nuova ondata di allarmismo – o di entusiasmo? – a prospettare un futuro senza libri persino nella scuola, dove spesso si pensa che i materiali didattici possano rappresentare un argine alla speculazione delle case editrici di settore e una garanzia in più per la libertà di insegnamento. Alleggerire gli zaini degli studenti non basta ad eliminare i contenuti, la direzione da seguire resta decisamente un’altra: quella sintetizzata dal vicepresidente di Google per l'Europa, Nikesh Arora, quando dichiara che “Con la libreria universale rendiamo un servizio alla collettività. Gli editori sarebbero miopi ad opporsi: lo stesso errore fatto trent'anni fa dagli studi cinematografici di Hollywood davanti alla diffusione dei videoregistratori (e poi dei Dvd). Volevano bloccarli e invece sono diventati il loro più redditizio canale di distribuzione”.
Il problema rimane però l’attenta valutazione della deperibilità delle informazioni: davvero l’indistruttibilità delle tracce digitali è quella che sembra o non è forse più sicuro, nonostante l’apparente delicatezza, il supporto cartaceo? Quando le biblioteche saranno virtuali archivi di e i testi verranno acquistati on line e stampati a domicilio la conoscenza universale sarà nelle mani di poche società private. E’ ancora Siva Vaidhyanathan a sollevare il dubbio: “Possiamo affidarla a Google e a un altro paio di società private? Biblioteche e università sono fatte per durare, mentre per le imprese è naturale cambiare e anche fallire".

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