Questo primo punto, però, sembra evidenziare una criticità ben più seria: la parziale perdita dell’indipendenza mentale con la sua pretesa di un’autonomia peraltro non realizzabile.
Il discorso sull’estinzione del libro, invece, presenta un
problema di ordine teorico: si tratta di un equivoco concettuale. Il libro non scomparirà mai – tutt’al più si trasformeranno i supporti ai quali sarà affidata la conservazione di conoscenze circoscritte – e nella storia dell’umanità ha già brillantemente superato rivoluzioni del genere. Anche Platone prese un abbaglio «Quando affermò che, usando una nuova scoperta, i posteri avrebbero consegnato le loro menti all'oblio, avrebbero perso l'abitudine di esercitare la loro memoria, Platone non parlava di Google ma della scrittura” , ricorda compiaciuto Silverstein, responsabile delle strategie di google. La
memoria non è andata perduta, aggiunge, ma si è trasformata adeguando i suoi meccanismi di funzionamento alle nuove esigenze di apprendimento, fa
parte dell’adattabilità della specie. Gli studenti, però, non sembrano portare acqua al suo mulino con i loro problemi di sillabazione e di ortografia. Gerarchie culturali e valoriali sono soggette a un’evoluzione costante, anche se questo non sempre viene concepito come un dato positivo dai contemporanei. Disporre dei libri in rete, non solo rappresenta un’uguaglianza di opportnità tra
studenti più
abbienti e meno abbienti, ma risolve anche il problema delle fonti e dell’affidabilità dei contenuti, come i volontari di Wikipedia sanno bene. D’altra parte il nozionismo del cui peso il cervello verrebbe sgravato non raprpesenta più come un tempo la sola caratteristica della conoscenza. Il sapere è fatto anche e soprattutto di rielabobrazione personale, di riflessione critica, «la
conoscenza che oggi è in noi va molto al di là dell'informazione fattuale: è la capacità di analizzare in prospettiva quei fatti, di valutare noi stessi, di metterci in relazione con l'ambiente che ci circonda» ha spiegato a «Usa Today» John Rooney, docente di psicologia all'università La Salle di Philadelphia.
Altre recensioni su Google e la biblioteca universale on line: interrogativi aperti sul futuro della mente II