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Google e la biblioteca universale on line: interrogativi aperti sul futuro della mente I

di : Antonietta De Luca     


Ancora loro al centro del mirino, ancora in grado di sollevare polveroni, polemiche e, soprattutto, interrogativi, interrogativi
aperti e affascinanti sul futuro della mente. Escono dall’università di Stanford, ma non appartengono al mondo dell’accademia, Larry Page, Sergey Brin e Craig Silverstein sono i fondatori di Google, l’impresa informatica di maggior successo nel mondo. Il motore di ricerca ha superato di gran lunga persino Yahoo e Microsoft con i suoi 130 miliardi di dollari di quotazione sul mercato ed ha avviato un nuovo progetto che continua a far discutere e a destare perplessità, preoccupazione, ma anche entusiasmo, e molto, tra le nuove generazioni di internauti.
Quella che Massimo Gaggi dalle pagine di Repubblica definisce “la più straordinaria macchina da soldi della storia del capitalismo” ne ha combinata un’altra delle sue: ha cominciato da alcuni mesi a digitalizzare il patrimonio librario dell’umanità. Prevedibili le reazioni di quell’autentica oligarchia culturale rappresentata dal mondo dell’editoria, reazioni improntate a un conservatorismo di sapore reazionario di fronte al quale il gigante della democratizzazione della conoscenza si erge sempre più potente e minaccioso, forte com’è adesso dei paladini di Muntain Vew, pronti a sfidare a colpi di giga pregiudizi e senso comune pur di garantire l’accessibilità del sapere al più vasto numero di persone raggiungibile in rete. I navigatori di Internet sono oggi più di un miliardo e tutti hanno diritto di accedere alla mole di informazioni che per un motivo o per l’altro può tornare utile o semplicemente dilettevole. Dopotutto si trattava di un processo prevedibile anche per il gotha della cultura che paventa rischi per la memoria e per l’apprendimento già ampiamente messi in crisi dall’avvento della digitalizzazione di massa. Ma quali sono le preoccupazioni di case editrici, docenti universitari ed esponenti del mondo della ricerca? Fatte salve le questioni relative ai diritti di edizione e di autore, il maggior rischio prospettato si lega alla natura specifica di questo progetto a causa del quale qualcuno teme, diffondendo gratuiti allarmismi, la famigerata scomparsa del libro. Indicizzare i contenuti e rendere tutte le nozioni disponibili e a portata di click su un motore di ricerca pare possa ridurre le capacità di memorizzare dati da parte di un individuo sempre più dipendente dalla tecnologia.
Pubblicato il: gennaio 09, 2006

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