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Ipod e cuffiette: ma che musica e’?

di : Antonietta De Luca     


E’ la comunità scientifica statunitense a lanciare l’allarme per l’udito. Pare, infatti, che ascoltare la musica con ipod,
lettori mp3 e cuffiette sia gravemente lesivo quando, nell’ascolto, si supera il 60% del volume per oltre trenta minuti al giorno. Il problema, come spiega Dean Garstecki, presidente del dipartimento per le scienze e i disturbi della comunicazione alla Northwestern University di Chicago, è che le cuffiette di questi nuovi dispositivi di lettura musicale si applicano direttamente nelle orecchie a differenza di quelle che si usavano con i tradizionali walkman.
I più esposti al rischio di danneggiare l’udito sono i giovani, amanti dell’alto volume e generalemente poco attenti alla salute, d’altro canto l’incremento delle vendite di questi prodotti ha indotto gli studiosi a intevenire per informare e sensibilizzare i clienti al corretto uso dei nuovi strumenti di riproduzione.
In Europa la normativa comunitaria ha recepito il messaggio e obbligato le case produttrici a rispettare gli standard fissati per il volume massimo, un provvedimento insufficiente, peraltro, dal momento che su molti siti Internet sono disponibili software in grado di modificarli.
Mentre le conseguenze sull’udito restano preoccupanti, tuttavia, si avvantaggia il mercato della musica, sulla via di una sempre più diffusa legalizzazione. Come rileva la società di ricerche HitWise, l’acquisto regolare di canzoni in formato mp3 per Apple è addirittura raddoppiato nel giorno di Natale a causa dei contatti telematici di coloro che hanno ricevuto in regalo un ipod, mentre la media annuale del commercio di brani conta 23 milioni di vendite rispetto ai 4,7 dell’anno precedente.Una nota di demerito si potrebbe facilmente presentare alle istituzioni deputate a favorire l’educazione all’ascolto musicale, un aspetto della formazione oggi totalmente trascurato nella scuola italiana e a carico esclusivamente di conservatori e scuole private dall’accesso pressoché elitario. Sembra mancare ai vertici la volontà di generare solidi presupposti per una comunicazione efficace e per la conoscenza dei suoi linguaggi verbali e non, eppure in un paese dalle tradizioni artistiche tanto radicate e prestigiose non mancherebbero certo figure professionali in grado di gestire e di tasferire questo di tipo di competenze, ma investire sul personale presenta sempre onerosi problemi di bilanci che raramente tornano in equilibrio. Vorrà dire che le spese che non può sostenere l’istruzione saranno prima o poi a carico della sanità. Reparto otorinolaringoiatria.
Pubblicato il: gennaio 04, 2006
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