Il progetto è appena stato avviato. Enough Sleep il suo nome, tre anni la sua durata, 1,14 i milioni di euro l’anno per scoprire
gli aspetti ancora misteriosi del sonno, i funzionamenti, i meccanismi di regolazione, le alterazioni patologiche. E’ l’Unione Europea a finanziare questo studio nell’ambito del sesto programma quadro che raccoglie le risorse di sei centri di ricerca coordinati dall’Università di Helsinki per garantire una pluralità di approcci alla questione. Nicola Nosengo riporta, nel suo articolo pubblicato sulla rivista on line Galileo, le delucidazioni fornite a riguardo dalla coordinatrice del piano Tarja Porkka-Heiskanen dell'Istituto di Biomedicina dell'Università di Helsinki: “I metodi sperimentali – spiega – copriranno tutto l'arco dalle colture cellulari fino agli esperimenti sugli esseri umani, con l'obiettivo sia di chiarire gli aspetti fondamentali della regolazione del sonno in diversi organismi, sia di sviluppare nuovi strumenti diagnostici per le principali
patologie che alterano il ritmo sonno/veglia”.
A disposizione delle équipe l’intero database Health 2000 che contiene informazioni genetiche e sanitarie relative a un campione di 9.000 soggetti. Per l’Italia partecipano allo studio il gruppo dell’Università di Milano diretto da Marcello Massimini e quello dell'Università di Verona coordinato da Marina Bentivogli, docente ordinaria al dipartimento di Scienze Morfologiche e Biomediche. Insieme approfondiranno il lato psichiatrico del fenomeno del sonno con particolare attenzione alle patologie depressive. A questo scopo potranno fare uso, oltre che della bancadati finlandese, di un nuovo sofisticato apparato sperimentale: una macchina per l'Elettroencefalogramma (EEG) di risoluzione precisissima e un dispositivo di
stimolazione cerebrale realizzati dalla Nexstim Oy, una società finlandese coinvolta nel progetto proprio a tal fine. Con questo strumento all’avanguardia è possibile monitorare la propagazione di una stimolazione elettrica nel cervello in tutte le sue fasi di attività e verificarle in maniera puntuale e dettagliata. La funzione evolutiva del sonno, per ora, rimane priva di risposte, l’unica ipotesi tutta da verificare e firmata Porkka-Heiskanen “<…> è che il sonno si sia evoluto fondamentalmente come meccanismo di conservazione dell'energia e che poi a questo si siano aggiunte anche altre funzioni, come il consolidamento della memoria”.