La produzione di proteine nell’organismo umano segue un meccanismo simile alle operazioni di taglio e cucito. E’ questa la similitudine scelta da Letizia Gabaglio per rendere l’idea, nel suo articolo comparso su Galileo, della complessità delle reazioni che si innescano degenerando, talvolta, in fenomeni fuori controllo. Un procedimento chiamato dai tecnici
splicing e studiato per l'Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia che consiste nella trascrizione delle informazioni contenute nel Dna in molecole di Rna messaggero.
Dallo stesso gene nascono molte proteine diverse e quando il numero eccede si parla di splicing alternativo, un’alterazione con effetti devastanti sulla salute umana. I ricercatori dell’ateneo lombardo, dopo aver osservato il fenomeno nei casi di tumore alla mammella e al colon, dalle pagine della rivista Molecular Cell, annunciano alla comunità scientifica la scoperta della
proteina SF2, una sostanza prodotta dall’organismo nel momento in cui si verifica una differenziazione dalla dinamica usuale tale da indurre una modifica morfologica e della motilità delle cellule. “<…> in particolare ci siamo concentrati sullo splicing
alternativo del proto-oncogene Ron”, spiega Giuseppe Biamonti, ricercatore dell'Igm, “un recettore che tra l'altro induce la motilità cellulare, una proprietà importante sia in processi fisiologici come la risposta alle infezioni, sia nella progressione tumorale”.
La ricerca ha dimostrato che a monte dello splicing alternativo che ha luogo nel 75% dei tumori del seno analizzati c’è la proteina SF2 capace di attivare una variante del proto-oncogene. Quando i livelli della proteina in questione sono alti, le
cellule si trasformano e tendono a rimanere sempre attive e in
grado di spostarsi velocemente come accade alle metastasi cancerose.
Il risultato è il merito di un lavoro integrato tra l'Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, l’Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo di Torino e l'Università del Massachusetts e prelude a prospettive molto promettenti nella direzione della cura della malattia: il meccanismo dello splicing alternativo può infatti essere modificato chimicamente mediante stimoli esterni indotti da oligonucleotidi, sostanze in grado di guidare il processo in direzioni precise.
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