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I diritti umani: una svolta nella politica internazionale (II parte)

di : Antonietta De Luca     


Lo Stato di diritto si distingue dallo Stato di polizia proprio mediante il riconoscimento dei diritti dell’uomo e la correlazione
tra diritto e dovere implicita nel rapporto tra Stato e cittadino diventa, in questi documenti, oggetto di riconoscimento pubblico e di accettazione condivisa. Il problema resta dunque lo stesso: la debolezza dei diritti si riflette nella debolezza dei doveri, perciò anche questo nuovo richiamo alla responsabilitù civile resta teorico senza la possibilità di sanzionare le violazioni.
Quando il diritto del singolo si impone sul diritto dello Stato, allora l’intervento degli Stati esteri in politica interna non può che essere ammesso e l’uso della forza pubblica, da parte loro, ha trovato, nella tutela dei diritti umani, un nuovo argomento di giustificazione accanto a quelli tradizionali sulla guerra giusta. Sebbene la questione resti controversa, questo passaggio determina la trasformazione, voluta e sancita dall’ONU nel suo stesso statuto, dell’azione di guerra in azione di polizia, azione che, negli stati democratici, esclude il ricorso alla forza.
La difesa dei diritti umani, che rientra tra le iustae causae, tuttavia, non va assolutamente confusa con la cosiddetta ingerenza umanitaria categoria troppo vaga da un punto di vista giuridico, soprattutto dopo la formazione dello jus publicum europaeum che si è formato con il profilarsi di nuove equilibri tra gli Stati del vecchio continente.
Putroppo il principio dell’organizzazione internazionale che ha dato vita alla Società delle Nazioni dopo la grande guerra e alle Nazioni Unite dopo il secondo conflitto mondiale, per limiti intrinseci e ad oggi insuperati, si scontra con il principio di egemonia che il più potente degli Stati della comunità finisce per esercitare, così, alla pace concordata, subentra una pace imperiale oggi rivestita di insegne USA. Come dice lo studioso, però: “Nessuna egemonia è destinata a durare in eterno. Uno storicista come Hegel lo sapeva benissimo. L’Europa moderna è nata dal dissolvimento della pax romana. Sino a quando sia destinata a durare la pax americana, lasciamo volentieri la risposta a coloro che si affacciano al terzo millennio”.
Pubblicato il: gennaio 06, 2006
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