Eccomi qui, finalmente libera da impegni di studio e di lavoro con in tasca un biglietto per l'America, che faccio la fila
all'ufficio
passaporti per un semplice rinnovo. Una marca da bollo da incollare sul documento e poi potrò dedicarmi a organizzare il viaggio: i regali di Natale per i miei nipotini; libri e musica per ammazzare il tempo in aereo e le famose provviste di ogni tipo che mia madre non vede l'ora di spedire ogni anno a mio fratello. Ma già il numero assegnatomi trasmetteva una certa ansia: 90, la Paura!! Aspetto poco, pochissimo! Sto lì che compilo il modulo di rinnovo quando la poliziotta dell'ufficio passaporti m'informa che da fine ottobre per entrare in America occorre anche il visto dell'
Ambasciata. "Noi non facciamo passaporti a lettura ottica e tantomeno digitali. Deve andare personalmente in ambasciata a Roma o Napoli e dopo un breve colloquio le rilasceranno il visto". "Roma o Napoli? Ma io sono a Taranto, come arrivo a Roma o Napoli e quanto mi costa??". "Mi dispiace: nuove procedure contro l'immigrazione". Resto raggelata dalla notizia. Già m'immaginavo come sarebbe stato bello vedere il Grand Canyon e Las Vegas insieme ai miei nipotini e quante fotografie avrei scattato per mia madre e i miei amici! Esco dalla questura scansando un gruppo di giovani cingalesi e cinesi in attesa di visto. Mi sento quasi come loro, per la prima volta, peggio di loro! Non ho tempo e non ho soldi ($100 a fondo perduto) per procurarmi il visto e stavolta l'America non la vedrò. Non il Grand canyon, non Las Vegas. Non vedrò i miei nipoti nè mio fratello, che con tanto affetto mi aveva regalato il biglietto. Gli americani potranno stare tranquilli: non emigrerò con la mia macchina fotografica, nè con le conserve di mia madre!! Questo Capodanno resto in Italia.