Agghiacciante come notizia, ma mi piacerebbe davvero contare quelli che se ne sono accorti e si sono fermati a pensarci. Il 18% della popolazione mondiale non va a scuola, di questi un tot di percentuale perchè c'è la guerra, le scuole vengono distrutte, i maestri uccisi, i minorenni sono oggetto di reclutamento forzato da
parte dell'esercito. E
ancora parliamo di progresso e di conquiste civili. Bastano questi pochi dati, o quanto meno dovrebbero bastare, per dare della situazione un quadro a dir poco scoraggiante. Siamo abituati a pensare, a credere, che il mondo, lo stato del
mondo sia più o meno quello che , dopo esserci alzati e aver fatto colazione, vediamo fuori mentre andiamo al lavoro o accompagniamo i figli a scuola. In realtà la nostra realtà, almeno sotto quest'aspetto, non è che una parte della condizione umana, solo una parte. A parte quelli che ancora muoiono di fame, molti cresceranno senza sviluppare le proprie potenzialità, senza imparare a leggere e a scrivere, senza tutto quell'iter di insegnamento e esperienze di vario aspetto che comportano l'andare a scuola. Questo dato di fatto dovrebbe bastare a concludere che, lungi dall'essere il mondo quel luogo di progresso e illuminismo che ci fa comodo credere,
viviamo in una dimensione illusoria e irreale circoscritta ad una
fetta e una fetta soltanto di mondo, dove l'uomo è in parte riuscito a realizzare le sue migliori potenzialità, ma che questa parte è ben lontana da essere la
regola comune a cui si è adeguata la specie umana, essendo questa ancora vittima di se stessa e dei suoi più bassi istinti, quali quello della guerra contro i suoi simili, dell'egoismo , della prevaricazione, del bestiale tentativo di far quadrare il cerchio attraverso la guerra. Eppure non lo facciamo. Viviamo i nostri natali e i nostri ferragosti come se il resto del mondo vivesse come noi, come se il nostro benessere fosse la regola comune invece dell'eccezione. Facciamo finta che le nostre scuole siano diffuse in tutto il mondo, che i nostri bambini siano come i bambini di tutta la terra e non i pochi privilegiati. E' come se ci fossero due mondi. Anzi, ci sono due mondi. Ma non li guardiamo quasi mai, forse perchè sarebbe altrimenti impossibile continuare ad alzarci la mattina come se fossimo nel paese del mulino bianco.
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