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Sommari e brevi recensioni

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http://it.wikipedia.org

di : marzio19yahooit     


Nel mondo d'oggi, così dominato dalle tecnologie informatiche, il bisogno di un' enciclopedia online si faceva sentire da
tempo. Wikipedia ormai ha consolidato il suo nome e la sua fama, tanto che persino gli studenti universitari lo usano come fonte di conoscenza e riferimento culturale. Il suo sapere, le nozioni e le spiegazioni che tale gigantesco sito comprende sono alla portata di tutti. L'accesso è gratuito, e la quantità di voci raccolte è impressionante. Com'è possibile? Il segreto di Wikipedia sta nel fatto che gli utenti sono gli stessi autori di tale collezione di nozioni! E' infatti sufficiente registrarsi, per poter poi contribuire con la propria conoscenza alla definizione di nuovi termini, alla compilazione di nuove pagine, o alla revisione di voci e pagine già esistenti che possono sembrare carenti.
Ogni utente che abbia una qualche conoscenza specialistica può arricchire questa fonte, che subito è messa alla portata di tutti. Questo sistema conduce al miglior esempio di democratizzazione della cultura: ogni forma di sapere è infatti gestita e diffusa sulla più ampia scala. I nostri figli, le generazioni del domani, probabilmente ricorreranno a questi mezzi di documentazione, anziché sfogliare pagine di tomi ingombranti e antiquati. Wikipedia, col suo sistema di revisione - ove è possibile contestare e discutere voci che dànno adito a controversie d'interpretazione - permette un costante aggiornamento, dunque è il solo mezzo per essere al passo coi tempi.
Certamente, notiamo nei parametri di "contestualizzazione" un anello dubbioso che tiene coeso il sapere più eterogeneo. Spieghiamoci meglio: troviamo qui le pagine di personaggi storici importanti, di eventi storici come guerre e rivoluzioni, e pure pagine e voci rivolte a invenzioni scientifiche, figure di spicco della cultura e della scienza che - in effetti - hanno fatto la storia, e già venivano studiate e conosciute dai nostri genitori, dai nostri avi e così via; insomma, si ha qui il patrimonio culturale storico del paese, ove già non dell'umanità. Ma accanto a ciò, abbiamo gli eroi odierni dello sport, come del calcio, del basket e così via, e poi i personaggi del mondo dello spettacolo. Tra questi abbiamo personaggi di relativamente accertabile interesse culturale, quali possono dirsi le star del business pornografico; facciamo l'esempio di Moana Pozzi. Leggendo la pagina dedicata a questa figura, abbiamo l'immagine di una donna coraggiosa e affascinante, che ha fatto scelte controcorrente, in opposizione  a un clima borghese che la opprimeva, e che infine è scomparsa prematuramente e nel mistero, quasi con ciò offrendosi alla mitolologia dell'immaginario popolare. Donna ribelle, interessante: così appare la star del cinema hard italiano. Ma, appunto, le generazioni future che leggeranno di lei, forse non saranno in grado di farsi un'idea di quel che sia il mercato xxx, di cosa sia un sentimento morale, di quale tristezza esistenziale la donna in questione abbia accettato il peso, condizione peraltro nella quale è scomparsa. Insomma, nell'accatastare materiale così eterogeneo, senza un motivo unico di contestualizzazione, si corre il rischio di impastare cose che in futuro non saranno recepite nella loro reale e particolare fisionomia.
In tale osservazione non facciamo moralismo; si tratta del riconoscere che certi aspetti sono - inevitabilmente - trascurati dalla compilazione in una pagina di figure complesse, che pure toccano vari ambiti del sociale, del culturale, talvolta anche dell'ambito religioso e dunque del carattere meramente storico degli eventi e delle persone. Il ribelle piace, l'anticonformismo suscita simpatia; ma come esser certi che una tale figura controversa non divenga, un domani, un modello di comportamento per i nostri figli, o susciti un potere carismatico d'attrazione? Queste sono domande che il pedagogista si deve porre, e le questioni rimandano a un tema problematico che in Wikipedia non è affrontato adeguatamente. Ci siamo rivolti allo stesso sito, per sapere quali siano i criteri con cui si decide se un contenuto è "enciclopedico" oppure no. La risposta che abbiamo avuto è insufficiente e circolare. Ma del resto, non possiamo imputare a Wikipedia la colpa del non poter definire e stabilire categoricamente la differenza tra "cultura" e "natura". Si auspica che comunque intervengano i genitori a tener d'occhio i figli, quando questi si muovono tra le pagine di questa enciclopedia online - che pure è affascinante per il sapere che offre, spesso superando anche le fonti cartacee di nicchie di sapere specialistico.
Uno strumento prezioso, dunque, purché si abbia le idee chiare sull'oggetto che si cerca e sul modo in cui l'enciclopedia funziona.
Marzio Valdambrini
Pubblicato il: luglio 21, 2009
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