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Ex-femministe alla riscossa. E le ragazze di oggi?

di : Antonietta De Luca     


La legge sull'aborto: ex-femministe alla riscossa. E le ragazze di oggi?
E’ ricominciata lo scorso 13 maggio questa
storia. Una data ufficiale. Qualcuno nemmeno ricorda più di quale appuntamento si trattasse. E’stato il giorno del referendum sulla fecondazione assistita.
E’andata come è andata, è vero, è finita dicendo, come sempre accade davanti alla sconfitta dell’astensionismo, che quello referendario è un istituto inadeguato, però, intorno a questo tema si sono mobilitati numeri di donne e di uomini di ogni orientamento politico e religioso che hanno a cuore il pensiero della vita e la sua regolamentazione.
L’argomento non ha potuto non trascinarsi dietro le allusioni e le preoccupazioni sul futuro di una legge come la 194, quella legge sull’aborto che ora, come era stato previsto, viene posta in dicussione. E su questa norma le donne sono tornate a riflettere, trent’anni dopo. L’intervista ad Ottavia Piccolo, pubblicata il 16 gennaio su L’Unità , parla proprio dell’esperienza di confronto vissuta nelle riunioni che hanno preceduto la manifestazione del 14 Gennaio a Milano.
Le parole dell’attrice sono significative, ma anche sibilline, i toni inevitabilmente nostalgici. Un termine che non si usa a sinsitra, eppure… E’ il segno che qualcosa sta cambiando e che bisogna rendersene conto e prenderne atto costruttivamente.
Come speaker della manifestazione, la Piccolo riporta un’esperienza di grande emotività, la gioia di vivere un incontro in piazza come non le era mai capitato in gioventù, l’entusiasmo di vedere quanta attenzione ha mobilitato le donne e quanta determinazione hanno espresso i manifestanti nella volontà di incidere su una politica troppo indifferente alla questione femminile.
E tutto è nato da una mail.
La richiesta è una: non si tocchi la 194 e risuona nel corteo dietro gli striscioni variopinti di vecchi slogan.
Ma si può continuare a reclamare al grido di “Tremate tremate, le streghe son tornate!”?.E poi: “ strega a chi?”. Questa è forse la domanda che qualche diciottenne si sarà posta davanti al tg del 14 gennaio o ascoltando le interviste alla radio, qualche diciottenne poco al corrente della storia purtroppo, ma tant’è. La realtà del mondo femminile giovanile è cambiata. Non si presta più ad essere interpretata con le categorie del movimento sessantottino. Le madri e le figlie: sani abissi tra generazioni.
Internet, le figlie di oggi, neanche le raggiunge, come non raggiunge la stragrande maggioranza delle madri e delle nonne, per non parlare del popolo non ancora toccato dall’alfabetizzazione informatica. E’ancora uno strumento élitario. Eppure il confronto con le fasce escluse e con il sesso forte va cercato, con altri mezzi, ma cercato e costruito. Bando ad ogni isolazionismo femminista, perché anche la sensibilità degli uomini è cambiata dopo l’autunno caldo, è innegabile.
Il futuro di una politica migliore per le donne oggi sembra nel dialogo, non nella contrapposizione, nella partecipazione, non nella protesta e nella critica distruttiva. Siano salve le istanze accolte negli anni della rivoluzione giovanile, ma si vada avanti con le energie nuove delle giovani del 2.000, con le loro esigenze, con le lenti attraverso cui guardano un mondo che somiglia sempre più a loro che non alle care vecchie gramigne. Grazie dunque, certo, però…anche Edipo uccise il padre e i nani salirono sulle spalle dei giganti.
16.01.2006
Pubblicato il: gennaio 29, 2006
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