Ognuno dei dogmi cattolici è una sorpresa da cui emergono tante altre sorprese.
L'intelletto umano passa dall'uno all'altro
come da una proposizione evidente a un'altra che non lo è meno, come da un principio alla sua legittima conseguenza, uniti tra loro dal vincolo di una rigorosa conseguenza. Ogni nuovo
dogma ci scopre un mondo nuovo, e in ogni nuovo mondo apre la vista verso orizzonti sempre più vasti e insospettati. Alla loro vista lo spirito resta stupito per lo splendore di tante e si grandi magnificenze.
I dogmi cattolici spiegano attraverso la loro universalità tutti i fatti universali e questi medesimi fatti a loro volta spiegano i dogmi cattolici; cosi quel che è vario si spiega mediante l'uno, e l'uno attraverso il molteplice; il contenuto mediante il contenente, e viceversa. Il dogma della sapienza e della provvidenza di Dio spiega l'ordine e la meravigliosa armonia delle cose create, e quest'ordine e armonia ci danno la spiegazione del dogma cattolico.
Il dogma della libertà umana serve a spiegare la trasgressione primitiva, e questa, testimoniata da tutte le tradizioni, serve da dimostrazione a quel dogma. La trasgressione di Adamo - contemporaneamente dogma divino e fatto tradizionale - spiega compiutamente i grandi sovvertimenti che turbano la bellezza e l'armonia delle cose; d'altronde questi stessi disordini, nelle loro manifestazioni esterne, sono una perpetua dimostrazione della trasgressione di Adamo. Il dogma dice che il male è una negazione e il bene un'affermazione, e la ragione ci dice che non esiste male che non si risolva in negazione di una affermazione divina. Il dogma proclama che il male è modo e il bene è sostanza, e i fatti dimostrano che non c'è male che non si risolva in una certa maniera viziosa e caotica di essere, e che non c'è sostanza che non sia relativamente perfetta. Il dogma afferma che Dio trae il bene universale dal male universale e un ordine perfettissimo dal disordine assoluto, e già s'è visto in che modo tutte le cose vanno a Dio, anche se per differenti sentieri, andando a costituire attraverso la loro unione con Dio l'ordine universale e supremo.
Passando dall'ordine universale a quello umano, la connessione e l'armonia dei dogmi fra di loro, da un lato, e dall'altro dei dogmi con i fatti, non è meno evidente. Il dogma che insegna la simultanea corruzione in Adamo dell'individuo e della specie ci spiega la trasmissione per via generativa della colpa e degli effetti del peccato; d'altra parte, la natura paradossale, contraddittoria e disordinata dell'uomo che tutti conosciamo ci conduce come per mano, da induzione in induzione, prima al dogma di una corruzione generale di tutto il genere umano, poi al dogma di una corruzione trasmessa col sangue, e infine al dogma della prevaricazione primitiva, il quale ultimo, riallacciandosi a quello della libertà concessa all'uomo e a quello della Provvidenza che gli concesse tale libertà, diventa punto di incontro fra i dogmi che servono a spiegare l'ordine e la speciale armonia nei quali furono situate in principio le cose umane e quegli altri dogmi più universali e alti che spiegano il peso, il numero e la misura nei quali furono create da Dio tutte le creature.
Continuando ora nell'esposizione dei dogmi sull'ordine umano, vedremo derivare da essi, come da fonte ricchissima, quelle leggi generali dell'umanità che ci meravigliano per la loro saggezza e ci stupiscono per la loro grandezza.
Dal dogma della concentrazione in Adamo della natura umana, e da quello della trasmissione di questa medesima natura a tutti gli uomini, deriva, come conseguenza, il dogma dell'unità sostanziale del genere umano. Essendo uno il genere umano, dev'essere pure diverso, secondo quella legge, la più universale fra tutte le leggi, che è fisica e morale, umana e divina, in forza della quale tutto ciò che è uno si scompone in ciò che è vario, e tutto ciò che è vario si risolve in uno. Il genere umano è uno per la sostanza che lo costituisce ma è vario per le persone che lo compongono; da qui, contemporaneamente, la sua unità e la sua varietà. Nello stesso modo, ogni individuo che compone l'umanità, separato dagli altri per ciò che lo costituisce individuo e unito con gli altri attraverso quello che lo costituisce individuo di una specie, cioè attraverso la sua sostanza, viene a essere, come il genere umano, unico e diverso nello stesso tempo. Il dogma del peccato attuale è correlativo al dogma della varietà nella specie, il dogma del peccato originale e quello della sua imputazione sono correlativi al dogma che insegna l'unità sostanziale del genere umano; e come conseguenza dell'uno e dell'altro deriva il dogma secondo il quale l'uomo è soggetto a una responsabilità che gli è propria e a un'altra che gli è comune con tutti gli altri uomini.