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Sommari e brevi recensioni

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Da DOVE VIENE IL JAZZ ?

di : AlexSuperstarII     

Autore : Alessio Benedetto

Oggi nel mio blog voglio parlare non di musicisti
jazz,
di cui ho già parlato in qualche post precedente, ma proprio della corrente jazz. Quando e come si è sviluppata, le cause, i motivi. Questo per meglio capire, quando analizzeremo altri artisti jazz, il loro modo di suonare. Leggete attentamente questo post perchè capirete anche qualcosa a livello tecnico. Ciò interesserà soprattutto a chi lo suona un pò di jazz o a chi è in procinto di farlo.
Per
secoli, gli uomini, le donne e i bambini di colore dell'Africa erano
strappati alla loro terra per essere trasportati (come merce :-( ) in America, dove venivano costretti in condizioni disumane a lavorare nei campi di cotone
per grossi e tirannici proprietari terrieri. Per poter rivivere le loro
tradizioni lontano dalla loro terra il loro unico modo era quello di cantare e danzare. Il loro canto, unito a quello dei canti religiosi americani portò alla nascita dello SPIRITUAL, canto religioso popolare a cui seguì il blues, il cui significato si riflette nelle parole "stato d'animo triste".
Nel blues si esprimeva un racconto, un fatto, una situazione di quei
giorni vissuti come schiavi. La caratteristica tipica della melodia "blue" nasce dall'utilizzo delle cosiddette "blue note".
Terzo e settimo grado nella scala blues vengono abbassati e aggiunti
alla scala base e, l'utilizzo di sincopi e contrattempi su un tempo di
4/4, crea sonorità che destano interesse e suggestione. Il tempo
d'esecuzione, non molto veloce, e il tipico schema in dodici misure,
sono caratteristiche salienti di questo stile che, si trasforma in boogie woogie nel momento in cui il tempo d'esecuzione diviene più rapido. (questo genere è molto amato dai pianisti dell'epoca).
L'improvvisazione
nel canto era fondamentale per quella gente di colore che per ogni
brano creava testi al momento. Quando si sentì l'esigenza di
accompagnare queste voci, oltre che con la chitarra, con altri
strumenti, ecco che entrarono in campo, ai primi del novecento tromba, trombone, clarinetto, grancassa, chitarra, banjo, contrabbasso a cui seguì il pianoforte.
La caratteristica principale di tutti gli strumenti era di improvvisare
su una melodia che apriva e chiudeva i brani, sempre rispettando, però,
le successioni armoniche. Questo primitivo modo di suonare il jazz
nasce nei quartieri poveri di New Orleans. Nel momento in cui i bianchi fecero loro questo stile nacque il dixieland. Durante le 2 guerre americane nacque lo swing con il suo particolare modo di vivere il ritmo a cui seguì il be-bop
che non aveva nulla di sentimentale e melodico nelle sue
improvvisazioni (rapidissime e piene di dissonanze). Al be-bop, di cui
ricordiamo alcuni famosi esponenti (Charlie Parker e Dizzy Gillespie), si contrappose il cool e diversi altri stili nacquero lungo le coste Est e West degli Stati Uniti. Ricordiamo anche lo stile ragtime, amato anche da Igor Strawinsky.
Durante gli anni '30 nascono suoni sempre più al limite; così dalle
trombe vengono fuori suoni striduli e altissimi, sul contrabasso nasce
il pizzicato e i sax esplorano nuove varietà di accenti e toni. Il jazz
è forse, insieme al blues, la musica che più ha rappresentato la
popolazione di colore afro-americana e musicisti del calibro di BESSIE SMITH, cantante blues meravigliosa e LOUIS ARMSTRONG, con la sua tromba ma soprattutto la sua voce rauca inimitabile, ben rappresentano queste 2 correnti. Ai giorni nostri il jazz
si è evoluto tanto nell'uso di successioni armoniche e scale
particolarmente elaborate, che però non perdono quel filo conduttore
nell'esecuzione basata su una melodia che apre e chiude, con in mezzo
uno spazio enorme dedicato all'improvvisazione di qualsiasi strumento
in solitaria o insieme ad altri strumenti, creando una sorta di
polifonia. Il jazz è per
"colti", si dice spesso, proprio perchè il suo sviluppo è complesso e
un buon jazzista deve approfondire al massimo temi quali l'armonia e
gli incastri con le scale anch'esse molto complicate nel loro utilizzo,
senza parlare delle divisioni ritmiche.
Questo era, è e sarà sempre il JAZZ, tutto il resto ruoterà attorno ad esso.
Pubblicato il: ottobre 17, 2009
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