Oggi continuiamo il nostro percorso
attraverso il mondo della musica parlando di un altro grande musicista
che
ha lasciato il segno, non solo nel suo periodo, ma anche nel nostro
ed è tutt’ora fonte d’ispirazione per molti
musicisti. Parliamo di
Charlie Parker : uno tra i più
grandi sassofonisti mai esistiti, padre del
be bop. Cosa è il
be bop. Esso è un genere musicale tipico del
jazz che amalgama tra loro
armonie complesse,
ritmiche molto studiate, insieme ad un
tempo di esecuzione molto rapido, che a molti sembrerebbe non lasciare spazio ad una vera
improvvisazione. Nel jazz infatti, che si sviluppa tantissimo in quegli anni, troviamo vari stili d’interpretazione,
swing, blues-jazz, be bop, fino ad arrivare ad oggi con stili evoluti come il
jazz funky o la vera e propria
fusion che mischia tecniche e stili del
rock, blues, jazz, ecc…
Ma il vero jazz, quello a cui sono affezionati i veri amanti del genere è da ricercare nelle
musiche e
composizioni di artisti come
Charlie Parker.
Nato nell’agosto del 1920 a
Kansas City e figlio di un musicista, sin da subito inizia a suonare il
sassofono. Studia il
baritono e il
contralto e nel ’41 riesce con qualche orchestra ad approdare a
New York, dove si fa notare per un suo personale
stile improvvisativo che fonda le sue radici nello
swing e nel
blues. Nel ’45 scoppia la sua fama e il suo incontro con
Dizzy Gillespie sarà fondamentale. La loro unione darà vita ad una serie di
jam sessions e composizioni uniche nel loro genere. Ha suonato con i più
grandi jazzisti dell’epoca e voglio solo citarne alcuni : oltre
Dizzy Gillespie (tromba), ricordo Miles Davis, Chet Baker (tromba), Ella Fitzgerald (voce), Bud Powell (piano) e tanti … veramente tanti altri grandissimi della musica
dell’epoca. Lui era un punto di riferimento per tutti i musicisti
dell’epoca che aspettavano sempre che uscisse qualche suo nuovo
lavoro per decidere cosa suonare nei tempi successivi. Tutti erano
sbalorditi dalla sua bravura, dalle sue
melodie e dal suo
lirismo, dalla sua
velocità e precisione nell’esecuzione, dalla capacità di creare
fraseggi sempre diversi, incastrati in
armonie incredibili e con una
sezione ritmica che lasciava tutti senza respiro.
Muore anche lui molto giovane, perché, ahimè cade vittima dell’eroina.
A soli 35 anni
Charlie Parker è considerato sicuramente il più grande
sassofonista di tutti i tempi. Mai nessuno è riuscito ad imitarlo. Tutti i
musicisti hanno incluso nel loro repertorio brani che oramai sono
diventati degli
standard jazz ai tempi nostri. Il modo di
suonare questi brani è fin troppo ridicolo in molti casi, questo
perché molti musicisti ai giorni nostri, credono di sapere, ma
la verità è che solo un attento studio delle tante
composizioni di questo grandissimo può farci avvicinare (solo
avvicinare badate !) al suo modo di fare musica che sarebbe un onore
per tutti.
“Bird”, così soprannominato per le sua capacità di
improvvisazione sbalorditive,
ci lascia alcuni dei brani più belli sotto il profilo armonico,
melodico e ritmico. Chiunque voglia avvicinarsi al jazz non può
non studiare le sue composizioni.
Scrapple from the apple, Billy’s Bounce, Blues for Alice,
solo alcuni titoli. Senza distinzione alcuna di strumento, qualsiasi
musicista moderno per essere degno di questo nome, deve studiare la
storia e I brani che hanno fatto il jazz. Si diventa grandi soprattutto
grazie allo studio dei nostri “eroi” del passato.
Per gli appassionati e non, godetevi ora questo brano che ho scelto per voi :
Hot House (con
Charlie Parker e
Dizzy Gillespie).
Ciao e alla prossima !