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Charlie PARKER : IL PIU' GRANDE SASSOFONISTA DI TUTTI I TEMPI

di : AlexSuperstarII     

Autore : Alessio Benedetto
Oggi continuiamo il nostro percorso
attraverso il mondo della musica parlando di un altro grande musicista
che
ha lasciato il segno, non solo nel suo periodo, ma anche nel nostro
ed è tutt’ora fonte d’ispirazione per molti
musicisti. Parliamo di Charlie Parker : uno tra i più grandi sassofonisti mai esistiti, padre del be bop. Cosa è il be bop. Esso è un genere musicale tipico del jazz che amalgama tra loro armonie complesse, ritmiche molto studiate, insieme ad un tempo di esecuzione molto rapido, che a molti sembrerebbe non lasciare spazio ad una vera improvvisazione. Nel jazz infatti, che si sviluppa tantissimo in quegli anni, troviamo vari stili d’interpretazione, swing, blues-jazz, be bop, fino ad arrivare ad oggi con stili evoluti come il jazz funky o la vera e propria fusion che mischia tecniche e stili del rock, blues, jazz, ecc…
Ma il vero jazz, quello a cui sono affezionati i veri amanti del genere è da ricercare nelle musiche e composizioni di artisti come Charlie Parker.
Nato nell’agosto del 1920 a Kansas City e figlio di un musicista, sin da subito inizia a suonare il sassofono. Studia il baritono e il contralto e nel ’41 riesce con qualche orchestra ad approdare a New York, dove si fa notare per un suo personale stile improvvisativo che fonda le sue radici nello swing e nel blues. Nel ’45 scoppia la sua fama e il suo incontro con Dizzy Gillespie sarà fondamentale. La loro unione darà vita ad una serie di jam sessions
e composizioni uniche nel loro genere. Ha suonato con i più
grandi jazzisti dell’epoca e voglio solo citarne alcuni : oltre Dizzy Gillespie (tromba), ricordo Miles Davis, Chet Baker (tromba), Ella Fitzgerald (voce), Bud Powell (piano)
e tanti … veramente tanti altri grandissimi della musica
dell’epoca. Lui era un punto di riferimento per tutti i musicisti
dell’epoca che aspettavano sempre che uscisse qualche suo nuovo
lavoro per decidere cosa suonare nei tempi successivi. Tutti erano
sbalorditi dalla sua bravura, dalle sue melodie e dal suo lirismo, dalla sua velocità e precisione nell’esecuzione, dalla capacità di creare fraseggi sempre diversi, incastrati in armonie incredibili e con una sezione ritmica che lasciava tutti senza respiro.
Muore anche lui molto giovane, perché, ahimè cade vittima dell’eroina.
A soli 35 anni Charlie Parker è considerato sicuramente il più grande sassofonista
di tutti i tempi. Mai nessuno è riuscito ad imitarlo. Tutti i
musicisti hanno incluso nel loro repertorio brani che oramai sono
diventati degli standard jazz ai tempi nostri. Il modo di
suonare questi brani è fin troppo ridicolo in molti casi, questo
perché molti musicisti ai giorni nostri, credono di sapere, ma
la verità è che solo un attento studio delle tante
composizioni di questo grandissimo può farci avvicinare (solo
avvicinare badate !) al suo modo di fare musica che sarebbe un onore
per tutti.
“Bird”, così soprannominato per le sua capacità di improvvisazione sbalorditive,
ci lascia alcuni dei brani più belli sotto il profilo armonico,
melodico e ritmico. Chiunque voglia avvicinarsi al jazz non può
non studiare le sue composizioni. Scrapple from the apple, Billy’s Bounce, Blues for Alice,
solo alcuni titoli. Senza distinzione alcuna di strumento, qualsiasi
musicista moderno per essere degno di questo nome, deve studiare la
storia e I brani che hanno fatto il jazz. Si diventa grandi soprattutto
grazie allo studio dei nostri “eroi” del passato.
Per gli appassionati e non, godetevi ora questo brano che ho scelto per voi : Hot House (con Charlie Parker e Dizzy Gillespie).
Ciao e alla prossima !
Pubblicato il: ottobre 08, 2009
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