Lo uso spesso, sia quando parlo in pubblico o faccio le mie lezioni, sia quando parlo con le persone e voglio che la mia
comunicazione sia di successo.
Per esempio, durante i miei seminari motivazionali o le mie conferenze sull’autostima in giro per l’Italia, mi capita spesso, quando voglio far capire un concetto molto particolare, di usare questo esempio.
Rivolgendomi al pubblico presente in aula e abbassando leggermente la mia tonalità, comincio a dire:
“Non dovete pensare al gatto nero che in questo momento è fuori della porta e grattandola, comincia a miagolare… non dovete pensarci ora, al gatto nero”! E Tu sai che cosa accade? Che la maggior parte delle persone comincia proprio a pensare al gatto nero, se lo raffigura con un immagine o cerca dentro di sé il significato della parola gatto.
Insomma:
fanno esattamente quello che io ho chiesto di “non fare”. Nella realtà, ho dato loro un comando in forma negativa, perché il nostro cervello non riconosce la negazione
“non”, la cancella e fa passare esattamente quello che c’è dietro.
Chi ti sta ascoltando deve, in qualche modo, rappresentarsi il comportamento che gli hai suggerito di
“non fare” per capire bene le cose che gli hai appena detto e, paradossalmente, questo aumenta sensibilmente proprio la possibilità che metta in pratica quello stesso comportamento.
Nell’esempio di prima, comincia a pensare al gatto nero...