Secondo Platone l'uomo si deve interrogare, o meglio deve scendere nella caverna delle ombre per cogliere la verità, o almeno
la sua ombra, ma tutto ciò è vano, poichè, non appena coglie la verità, essa lo accecherà, ed egli dimenticherà. Questo è uno dei concetti che preferisco, anche se la cosa più interessante, è che ci ha riportato le parole, che Socrate, Platone, Protagora e tanti altri dicevano. Un documento storico, un vangelo di vita, concetti, politici, psicoanalitici, esistenziali, concreti. Oggi dobbiamo mettere insiemediversi atenei, per ritrovare tanto sapere, in tanta semplicità. Vi stò parlando di un uomo che ha sposato delle giuste cause, come la morte suicidio, di Socrate, che sino all'ultimo a seguito e amato. Un uomo straordinario e attuale, che dovrebbe essere letto in tutti i tipi di scuole. Oggi viviamo di conti, di petrolio, al tempo dei greci, i filosofi, era considerati, chiamati dai grandi re, ascoltati dalle folle, ....oggi.....
Non ha più senso parlare di amore, di verità, di senso delle parole, di origine di ogni cosa. Perchè ogni scenza in modo empirico a dato una risposta. Prima tutto partiva dall'uomo per
tornare all'uomo. Oggi una parola è studiata da un grammatico, da un letterato, da un giornalista, tutto in chiave completamente nuova. Se Platone spiega il senso della parola parte dell'alto, dal concetto per
arrivare all'assoluto, che è ancora più in alto. Si va dall'astrazione per arrivare all'oggetto, qualcosa di intellegibile, di vero ma effimero allo stesso tempo. Perchè dobbiamo tornare a leggere i classici per capire qualcosa, per assaporare un fondo di concetto? Trovo in loro purtroppo tracce di un qualcosa di lontano ma presente che i filosofi, gli scrittori, perdono per la strada, seppur, ogni persona a tante filosoferie da raccontare.
Grazie.Fiamma.