Il potere e l''influenza
romana hanno inizio da un insignificante villaggio di fango sulle rive del Tevere dove varie popolazioni indoeuropee si erano stanziate, come nel resto della parte centrale della
penisola italiana. Tra queste genti, ci sono i Latini e gli Etruschi (che non sono indoeuropei,ndt), in costante conflittualità. I Latini fondano una repubblica nel 509 A.C.. dopo una lunga lotta, i plebei raggiungono il controllo del
governo e dal 270 conquistano la penisola. Le guerre puniche furono scatenate dalla rivalità tra Roma e Cartagine per la supremazia sul mediterraneo. Ma la vittoria romana, se da un lato arricchì molti, dall''altro creò anche degli squilibri tra la popolazione. Furono quindi attuati molti tentativi di riforma dello stato, ma tutti infruttuosi. La guerra civile che scoppiò fu infine risolta sotto Cesare Augusto che fondò l''impero romano, ela conseguente Pax Romana. Lo stato diede evidenti segni di decadenza nel terzo secolo. Nel tentativo di rafforzare lo stato, Diocleziano e Costantino ( e non Costantinopoli, ndt) costituiscono un governo dispotico. La caduta dell''impero venne con la sconfitta di Romolo Augustolo per mano di Odoacre, un generale germanico. I Romani protessero la cultura greca. La cultura classica è da considerare quella nata in
ambito greco e romano. Il più grande contributo dei Romani alla cultura è il corpus di leggi adatto a governare uno stato. Pochi sono invece i loro contributi in ambito scientifico, ma furono molto abili nel mettere in pratica le loro conoscenze, come dimostrano l''eccellenza raggiunta nella costruzione di strade, ponti, acquedotti, arene e stadi, e grandiosi edifici pubblici. La letteratura prodotta nel periodo aureo è tra le migliori del mondo.
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