Paura di dimenticare e
Paura di ricordare sono i filiconduttori di Ogni cosa è illuminata.E’ un percorso verso l’illuminazione che paradassolamente si fa sempre piùcupo mentre si arriva alla fonte di questa luce. La
memoria fa dunquechiarezza, ma chiede in cambio una certa dose di sofferenza. La verità puòessere catarsi o colpo mortale.Questa e’ una storia che finisce per incontrare il tema dell’olocausto,ma lo fa in modo raffinato e naturale gettandone prima qualche segnale e poi scivolandodentro all’evidenza. Il cuore del
film è racchiuso nell’emblematica riflessione: “Ogni cosa è
illuminata dalla luce del passato.”La regia del film è di buona fattura e funzionale allastoria, anche se il meccanismo musica folcloristica più vista sui paesaggiucraini, è ripetuto fin troppe volte.Elijah Wood è unperfetto collezionista, in apparenza stoico e algido ma subitamente capace disciogliersi in qualcosa di profondamente umano. Il nonno cupo e smarrito fra lepieghe del suo passato, aderisce precisamente alla sua parte e ci regalaqualche sorriso, come suo nipote amante dell’america, che riempie il film dibrillanti slang dovuti alle sue lacune linguistiche di traduttore.
Altri riassunti su Ogni cosa è illuminata