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Gabriele D'Annunzio: la teoria del Superomismo
Gabriele D'Annunzio
Il
superomismo
Una caratteristica fondamentale dell’ideologia di D’Annunzio, che traspare spesso dai suoi componimenti, è ciò che viene chiamato “ superomismo”.
All’inizio degli anni ’90 D’Annunzio legge alcuni scritti del filosofo tedesco Nietzsche, invaghendosi e interpretando in modo personale la sua teoria del “super uomo”. Nietzsche sosteneva che l’uomo comune è schiavo di una morale che lo rende avido, incapace di decidere, che lo trasforma in servo. Sosteneva che la morale cristiana è una morale da schiavo, ma l’uomo comune non può fare a meno di una morale, ha bisogno che gli si dica cosa è giusto e cosa è sbagliato. Pochi uomini sono capaci di decidere il proprio destino, e proprio per questa loro capacità possono e devono prescindere dalla morale comune. Questi sono i “super uomini” di Nietzsche, coloro che procedono al di là delle convenzioni e dei pregiudizi che attanagliano l'uomo.
D’Annunzio dà un’interpretazione superficiale a questa teoria: i superuomini sono superiori, e per questo è giustificata la violenza, l’autoritarismo, il sopruso, in questi uomini. È comunque grazie ai testi di Nietzsche che il D’Annunzio si convince della necessità di agire sulle masse ed abbandonare la passiva contemplazione di tutto ciò che è bello.
Pubblicato il:
agosto 02, 2009