Il percorso di Alberto Burri è segnato da un lato da un uso disinvolto e diretto dei materiali desunto dall'esperienza quotidiana
e dall'altro da forme che assorbono ogni esaltazione materica.
Questi due aspetti si riscontrano sin dagli esordi dell'artista Umbro.
nato nel '15 a città di castello, il giovane medico fu fatto prigioniero e deportato in Texas.
Li ha inizio la sua attività di pittore, che rappresenta una sorta di visione materico infuocata del deserto texano.
Nelle composizioni del '51 si nota una composizione geometrica, mai fissa nello spazio si incontrano elementi vagamente cellulari, biomorfi ( che ricordano Mirò )che nel caso di linee di Forza e di certe Muffe si trasformano in un labirinto segnico.
Nel contesto generale di questi primi lavori prevalgono comunque le forme curvilinee, a cui viene riservato , con l'introduzione del
catrame, un destino di ispessimento materico, di calcinosa sedimentazione.
I neri contraddetti da zone di bianco sporco, che nel seguito si faranno buchi, mentre le sabbie conferiscono un rilievo granuloso alle superfici.
Burri però realizza anche tele quasi completamente bianche, che chiama muffe ,dove il bianco di zinco e la polvere di pietra pomice incontrano per coagularsi in una refrattaria epidermide: è l'idea del muro ed è il senso di una parete involucro al di qua della quale si gioca la sfida esistenziale.
Anche qui c'è il bisogno di ritornare ad uno stadio primigenio.
Negli stessi anni in cui realizza muffe e catrami l'artista realizza una serie di disegni e di tempere da cui rimase colpito Calvesi.
Le tempere rivelano una ricercata bellezza e si oppongono alla tristezza e povertà dei catrami, muffe e neri.
Ma l'esperienza più interessante di questo periodo rimangono i
Gobbi .
I bernoccoli rivelano un sisma che sconvolge le strutture tradizionali, intaccando il supporto tela: esso non sarà più solo contenitore, ma collaborerà a mettere in crisi l'idea di una superficie assoluta e vincolante.
Con i sacchi il supporto manterrà le sue vesti tradizionali , mentre coi gobbi viene incaricato di contribuire direttamente alla costruzione dell'opera.
Nei Gobbi si registra inoltre un desiderio di far uscire la sostanza stessa della pittura, come se dietro le tele vi fossero pulsioni organiche.
" Io ricordo la grande invenzione di Burri , l'opaco" scrive Emilio Villa in un testo poetico.
Burri utilizza il catrame, la sabbia e a partire dal '52 la tela di sacco, e in seguito gli stracci, i legni , i ferri.
In realtà però non viene considerato il materiale per il loro scandalistico valore esistenziale; ma il sacco , lo strappo, le cuciture, le slabblature sono un meccanismo di costruzione dello spazio.
Pertanto l'
informale dei sacchi non è immediato ma calcolato, misurato.
Ciò che ritroviamo nelle sue opere è l'
ordine.