Già nelle prime opere Lucio Fontana tra il '35 e nel '36 si nota nei disegni e nelle sculture un'anticipazione a canoni e
alle caratteristiche informali.
Ad es. ricordiamo le
Tavolette graffite ' 31 - 32 che ricordano i segni di Mirò e Masson, e si ricordino alcune sculture in gres del '35-36, fatte ad Albisola, in cui la materia si raggruma in agglomerati che rivelani chiaramente un anticipazione pre informale.
Fontana propone sia un
segno libero, sia un
segno materico .
Ambivalenza non significa cotradditorietà, egli passa dal figurativo all'astratto, eppure tutto ciò non va letto come intabilità o indecisione nella scelta del proprio stile.
Ntiamo infatti nella sua poetica la riconduzione ad un denominatore comune che è
l'idea di spazio.
Idea espressa nel Manifesto Blanco e che poi sarà motivo conduttore di tutta l'appassionata ricerca successiva.
Per Fontana il
gesto artistico è già
concetto :perchè il materiale è peribile e quindi mortale, mentre il gesto resta eterno.
Dove il gesto richiama sin dalle primissime sculture la nozione di spazio.
Nel '46 egli realizza alcuni disegi che sembrano veri gomitoli.
Nel ' 47 i primi
Concetti spaziali : 3 sculture, 2 più antropomorfe come di un umanoide con le braccia mutilate, l'altra circolare , sorta di anello gigante primo "buco".Queste opere furono seguite nel '48-50 dagli
Ambienti Spaziali , tempere o gouaches su carta in prevalenza forme geometriche , per lo più cerchi, che contengono altre forme geometriche, anchesse soprattutto cerchi: un
idea cellulare.
Sempre nel '49 , il I ambiente , Ambiente spaziale con forme spaziali e illuminazione a luce nera, alla galleria del naviglio a milano : cè in essa una partecipazione sinestetica globale tutto illuminato dalla luce di Wood.
Di qui si nota che l'idea di spazio ossessiona Fontana: da un lato c'è l'esuberanza barocca, letta come dinamismo della forma che si protende nella dimensione dell'apertura; dall'altro l'amore per Boccioni e per il suo Dinamismo plastico e oggetto ambiente , oltre che per il suggerimento di abolire la linea finita ela statua chiusa.
Fra il '49 e il '50 ,
I concetti spaziali rappresentano il clou della produzione dell'artista, attraverso l'operazione semplicissima ma definitiva della violenza materiale compiuta sulle tele, i famosi buchi.
laistribuzione di essi ( ora apportati sul davanti , ora apportati sul di dietro ) risponde ad una certa esigenza di pulizia.
Il buco non era la distruzione del quadro ma una dimensione al di là del quadro, la libertà di concepire l'arte attraverso qualunque mezzo.
E' il problema del "mezzo" su cui si ritorna spesso nei manifesti dello spazialismo .
E il manifesto tecnico porta come sottotitolo " Noi continuiamo l'evoluzione del mezzo nell'arte " : i nuovi mezzi essendo la luce di Wood, il neon, la televisione con l'idea di creare un
arte spaziale . La tela non è altro che il mezzo che ci permette di depositare i pigmenti ....ecc. Bucandola Fontana non fa altro che mettere in discussione l'essenzialità del mezzo.
Dando maggior importanza all'azione stessa.
Più tardi verso il '52 Fontana introduce una variante nei "Buchi".
Aggiunge delle pietruzze intorno a questi, rendendo la superficie scabra, lunare.
Abbiamo i cosidetti " Barocchi" dove i è una caratterizzazione più materica.
Il ciclo delle
Attese nasce nel '58. la tela non viene più aggredita con barbaria.
itaglio racchiude e sprigiona sollecitazioni diverse : ferita incisione operatoria.
Queste fenditure sono un segno nello spazio. il taglio è dato da un gesto infantile di insensata chiarezza e spontaneità, il Taglio è l'esito più essenziale della ricerca umana.
la tela ( depositi di opere astratte o figurative) sono ora portatori di un gestotangibile e perciò puro perchè dettato dalla follia.
il titolo " Attesa" può essere interpretato come fenditura che non consente se non uno spiraglio alla vista, alla vista del Nulla.
Fontana non si ferma alle attese. Nel '59 introduce i
Quanta in omaggio al rapporto con il mondo scentifico che sono tele di forma irregolare che poi agglomera in costellazioni verticali.
Poi le "
Nature " sculture i nterracotta e bronzo sfere con tagli , buchi.
nei quanta si rivela così il bisogno di spazializzazione , mentre nelle Nature si afferma, il bisogno di trasportare nella terza dimensione ne ciò che altrimenti resterebbe chiuso in una bidimensionalità solo in attesa: si concretizza così il progetto legato agli mbienti spaziali.
Dopo questi cicli si profilano all'orizzonte nuovamente i buchi in due varianti.
nella prima le tele sono coperte da densi strati di olio in cui l'artista praticaun leggero scavo. Squarcio.
la II variante assume unaforma ovoidale : una quarantina di pezzi tutti di uguale dimensione , bucherellati, in modo che la posta sia squarciata in più punti come un colabrodo, che denuncia " fine di Dio" , questo per laicizzare l'art in quanto intesa da Fontana come sorella della scienza e della tecnologia.
Doo un viaggio in america, Fontana da avvio ad una serie di lavori con cui chiude la lunga e così complessa stagione informale : tagli e buchi su rame e alluminio, titolo
New York. L'artista è rimasto impressionato dalla grande mela ed ha il bisogno di restituirne i bagliori , le luminescenze, la durezza. ecco quindi i metalli.