Si laurea in medicina a Perugia, nel 1940; nel 1943 mentre è militare in Tunisia è fatto prigioniero dagli americani, che
lo trasferiscono a hereford, nel texasqui ha il tempo per dipingere e , tornato in Italia abbandona la professione di medico e si dedica alla pittura.
Comincia a sperimentare l'uso di vari materiali, sabbia, catrame, sacchi di yuta e altro e realizza vari cicli, chiamati Neri, Gobbi, Muffe, Sacchi, Combustioni (1957), Ferri ( 1958), Legni ( 1959) Plastiche , Cretti e Cellotex.
Bianco
1952 circa, plastica combusta, bianco di zinco, collage olio su tela, collezione privata
Tra il 1950 e il 1952 l'artista partecipa alla nascita del gruppo Origine , insieme a Ballocco, Capogrossi, Basaldella,Prampolini e Colla.Il loro fine è quello di proseguire le ricerche nell'ambito dell'astrattismo informale, cercando uno stile rigoroso e puro da ogni cedimento decorativo. In particolare Burri vuole fare capire che la nuova concezione dell'arte non dipende dai materiali utilizzati.
qulunque oggetto può servire allo scopo, anche quelli considerati umili, di scarto, dei rifiuti.
Lo stesso artista interviene su di essi lacerandoli, per vedere i nuovi effetti che ne scaturiscono. Il risultato è a metà tra la pittura e la scultura, in quanto sfrutta le tre dimensioni e i particolari effetti della luce.
In primo piano è quindi il gesto del fare artistico, che comunica allo spettatore emozioni che l'autore ha voluto trasferire sulla tela.
Sacco (sc2)
1953 , sacco, olio, oro e vinavil su tela, collezione privata
Burri crea i primi sacchi nel 1950 e negli anni successivi diventano le sue composizioni preferite.
Ad eccezione del breve periodo di prigionia in Texas, durante la quale aveva dipinto dei paesaggi, rimane fedele all'astrattismo informale.
Abbandona la tradizionale pittura ad olio, per servirsi di nuovi materiali.
In particolare utilizza la tela di juta dei sacchi, alternata ad altri oggetti, naturali o artificiali.
In tal modo la superficie del quadro appare solcata e ritmata dai tagli, dalle cuciture e dalle parti in rilievo che si fondono o contrastano tra loro, secondo equilibri noti solo all'autore e che ricordano Fontana.
E' un arte che sconcerta e che impiega non poco prima di essere pienamente capita e accettata; invano si cercano dei riferimenti alla realtà: sono gli stessi materiali il fine ultimo della pittura, con le loro masse, linee e colori