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Sommari e brevi recensioni

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Christian Boltanski

di : atelierunique     

Autore : Gabriele Crepaldi
Si dedica alla pittura da autodidatta, affrontando tematiche storiche; nel 1968 tiene la sua prima mostra personale all'ingresso
del cinema Le Ranelagh di Parigi.
Alla fine degli anni Sessanta indirizza le sue opere sul tema della memoria:
abbandona i tradizionali oli su tela e utilizza varie tecniche, dalla fotografia agli assemblaggi di oggetti, dalle performance alle installazioni, ispirandosi all'arte concettuale, alla mail - art e all'art brut.
Altare Chases
1988, fotografie in bianco e nero, scatole in metallo, lampade e fili elettrici, collezione privata.
Questa installazione fa parte della serie intitolata Altare del liceo Chases e come quasi tutte le opere di Boltanski affronta il tema della memoria.
La realtà in cui viviamo lascia una traccia indelebile nella nostra mente, che l'artista paragona alle vecchie scatole in cui siamo soliti conservare le foto di famiglia e della nostra giovinezza.
" Quando si cominciano ad avere dei ricordi" scrive l'artista, " significa che qualcosa in noi è morto. E la prima cosa che muore in noi è l'infanzia con la quale io ho un conto aperto".
Qui Boltanski prende otto vecchie fotografie in bianco e nero, illuminate da lampade da tavolo e appese sopra delle scatole in metallo per biscotti.
Queste istantanee son tratte da un album del 1931 del liceo ebraico dvienna e il riferimento implicito ai campi di concentramento nazisti infonde all'opera un'atmosfera cupa e drammatica.
In questo modo egli costruisce degli altari laici per mezzo dei quali vuole farci meditare sui temi della memoria, del tempo e della morte.
Pubblicato il: agosto 12, 2009
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