Stefan Zweig fu un grande scrittore la cui fama è
oggi offuscata da stelle di maggior grandezza della sua generazione come Kafka, Joyce o Hesse.Attraverso Zweig e le sue opere traiamo uno spaccato formidabile di quanto è avvenuto nella cultura europea all'inizio del XX secolo. L'autore ci aiuta meglio a comprendere come abbiano concretamente interagito in quegli
anni arte, musica, letteratura e psicanalisi. Quali fossero i rapporti fra gli intellettuali europei, quali le correnti, quali le frequentazioni, quali le opinioni.Lo scrittore è anche un valido punto di partenza per l' approfondimento ed una migliore comprensione di quegli anni che precedettero la Grande Guerra nonchè di quegli anni bui che precedettero poi l'avvento del nazismo.Superfluo ricordare come nei primi del '900, cioè alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, parlare d'"Europa" fosse assolutamente controcorrente.Zweig riteneva sì che l'Europa avesse una sua identità culturale ed unitarietà spirituale, ma nel profondo andava anche oltre: nel senso che egli era in effetti un classico esempio di
uomo cosmopolita. Vero oggetto della sua attenzione non era tanto l'Europa quanto il Mondo intero.Zweig, come abbiamo detto, era un poliglotta che fra le due guerre teneva continue conferenze saltellando da Mosca a Parigi, da Rio a New York con una facilità e frequenza rare anche per un uomo d'affari moderno.Il che lo portò alla lunga a divenire cosmopolita, senza naturalmente per questo perdere la sua identità ed il suo amore verso l'Austria.Questo tipo di sentimento è al giorno d'oggi ampiamernte diffuso, ma in quegli anni non lo era: la gente non viaggiava e non parlava le lingue, la propaganda pre-bellica esaltava al massimo i
valori di " patria", "nemico", "straniero", "frontiera", "diverso". I nazionalismi prendevano piede. Le nazioni erano chiuse in se stesse. L'unico. Sotto questo come sotto molti altri aspetti è straordinario notare come l' "Autobiografia" di Zweig sembri scritta ieri e non sessant'anni fa. Le idee, i valori, lo stile, l'apertura mentale che trapelano, indipendentemente dalla valenza narrativa, sono certamente quelle di un uomo d'oggi.
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