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Il mito del vampiro

Summary rating: 5 stars 197 Recensione
Autore : Vari
Summary by : Federica
Visite : 819  parole: 300   Pubblicato il: ottobre 14, 2006
Il mito del vampiro ha origini molto remote: se ne trova traccia nelle antiche società babilonesi e cinesi e la sua figura non era ignota nelle posteriori società greche e latine, e anche nella cultura di alcune tribù africane ed indiane d’America.. I vampiri di queste antiche civiltà non avevano nulla del fascino del vampiro moderno, erano anzi figure spaventose e demoniache. Il “non-morto” tornò di attualità nel XVIII secolo; numerose sono le cronache dell’epoca (alcune risalgono al secolo precedente) che documentano l’esistenza di epidemie di vampirismo soprattutto in area slava (il termine è, infatti, di origine slava). Tutto ciò contribuì a far riesplodere la leggenda nel secolo successivo, in pieno Romanticismo, grazie soprattutto a Polidori. Il vampiro romantico comincia a somigliare a quello del XX secolo: continua ad essere un demone, ma la sua figura comincia ad essere seducente. Il lavoro di documentazione di Stoker è stato dettagliatissimo, come si deduce dalle parole di Van Helsing, che spesso fa riferimento all’antichità del mito, ed inoltre il Conte ha tutto il potere seduttivo attribuito al vampiro in era romantica. Il risultato dell’incontro tra tradizioni secolari e ideologia romantica ha creato un personaggio che sopravvive ancora oggi, e che spopola soprattutto in ambito cinematografico. Non bisogna dimenticare, però, che Dracula è stato pubblicato nel 1897, quindi quando il movimento romantico si era ormai quasi del tutto estinto. Per questo motivo alcuni hanno sostenuto che il vero motivo del successo di questo libro derivi dall’incontro con le nascenti teorie psicanalitiche e da un maggiore “realismo” nel disegnare la figura del vampiro. Le opinioni sui motivi del successo persistente di Dracula e dei vampiri modellati sulla sua figura sono quindi piuttosto discordi, e probabilmente il vero segreto dell’immortalità del Conte non è il sangue delle sue vittime, ma la penna di Bram Stoker.

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