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Sommari e brevi recensioni

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Morlotti

di : atelierunique    

Autore : ROBERTO PASINI
Morlotti può essere considerato sia un'artista informale che un naturalista autentico.
Sin dalle prime opere si evidenzia
un modo di lavorare simile a quello di Cezanne.
Di fronte ai suoi paesaggi del '44 sembra trovarci difronte ad un attacco dissolvente alla natura che lo avvicina molto alla pittura informale.
Il ' 46 è l'anno dei Dossi  Viene così codificato un modello compositivo che Morlotti conserverà anche in seguito: una barriera naturale, una parete di pittura con sopra una striscia di cielo.
Influenzato da Picasso soprattutto dall'opera Guernica  evidente nell'opera Siesta del ' 52. L'immagine di fronte ai nostri occhi appare sfuocata. E' come se l'artista fosse fisicamente avvicinato al motivo, tanto da non riuscire più a delineare i tratti , e sentisse ormai di dissolversi dentro.
Il modello  spaziale è ancora quello dei Dossi con la striscia di cielo a far sperare in un di là che non viene mai raggiunto.
Se  naturalismo deve essere allora lo è di immersione, quello che Morlotti pratica.
Quello che lui rappresenta sono certamente ancora campi di grani, sterpi, carciofi, foglie, secche, calendole, rose, cactus, eppure la loro natura  svanisce per eccesso di vicinanza , che brucia ogni dettaglio e riversa l'immagine in un primo piano al di dentro.
Si rivela così la sindrome di Frenohfer. Come si sa Frenohfer è metafora di tanti esiti dell'arte contemporanea, attraverso un aggiungere che si rivela un togliere: togliere il corpo, il referente, l'oggetto per troppo amore.
Dal '55 fino al '59 si dedica alle Bagnanti. Morlotti insegue quella che definisce un " emozione vera", in cui si sente vicino ad altri artisti come Giotto, Masaccio, Courbet, Cezanne.
Pubblicato il: agosto 22, 2009
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