Prima parte
Le ossessioni dei personaggi sono “coltivate” con dei monologhi confusi o dialoghi illusori, nei quali
il linguaggio, il suo potere, le sue strutture, i suoi pregiudizi ideologici sono incessantemente rimessi in discussione. Personaggi e situazioni in Ionesco e Beckett sembrano piuttosto immobilizzarsi totalmente nel tragico, in un nichilismo senza fine. Ionesco è nato in Romania, da padre rumeno e madre francese . Si stabilì definitivamente in Francia nel 1938. L’attività di Ionesco abbraccia un periodo di una trentina d''anni, dal 1950 al 1981 (Viaggio fra i morti), ma il suo nome rimane legato soprattutto alle sue due opere prime , La cantatrice calva (1950) e La Lezione (1951). Le opere successive sono ripetizioni di luoghi comuni, banali forme che si susseguono con una presunta logica. Questo tentativo di “possesso” dell’altro con l’autorità del linguaggio e del sapere conduce a una fine tanto tragica quanto assurda: il maestro uccide il suo discepolo.
Nato in Irlanda, Beckett scrive la maggior parte delle sue opere in francese, e raggiunge la gloria letteraria soprattutto con una “pièce”, En attendant Godot
(1953).
Nel 1969 è insignito del Nobel per la sua opera complessiva; autentico ed esigente, sembra seguire il suo percorso con notevole austerità e controllo di sé. I personaggi principali di Aspettando Godot sono Clov, suo figlio adottivo e servitore, poi Nagg e Nell, genitori di Hamm, che vivono tra i pidocchi, fra bidoni della spazzatura. Negli anni ‘50 e ’60, nella letteratura francese si sviluppa una tendenza importante e famosa dopo un articolo di Emile Henriot su Le Monde nel 1957 e una raccolta di saggi di Alain Robbe-Grillet, dal titolo Per un nuovo romanzo (1963). Un aspetto comune riunisce questo “cenacolo di scrittori” (Jean Ricardou): il rifiuto del romanzo tradizionale, alla Balzac, in cui predomina la scansione cronologica del tempo, la finzione, il personaggio e la sua psicologia, la strutturazione di un intrigo costruito secondo le note regole di causa ed effetto; in breve, la costruzione di una realtà falsa su base antropomorfica. Questa visione della scrittura conduce a opere che mettono in vista la presenza degli “oggetti”, il tempo e lo spazio, le ossessioni, la memoria e il loro rapporto con l''autore.
Gelosia appare nel 1957, seguita da “ Nel labirinto”, del 1959.
In questo periodo, Robbe-Grillet è considerato il teorico e il padre del Nuovo romanzo, di cui definisce i temi e i motivi nella sua famosa raccolta di saggi pubblicati nel 1963. Robbe-Grillet esplora anche il linguaggio cinematografico; e alcuni dei suoi film oggi sono ormai dei classici: L’anno passato a Marienbad (1961) con Alain Resnais, e poi L''Eden e dopo (1971); Glissements progressifs du plaisir (1974). Claude Simon pubblica un primo romanzo nel 1945, intitolato Le Tricheur. Incontra Robbe Grillet nel 1956 ed entra nelle “Edizioni de Minuit”. In una intervista del suo libro, pubblicato nel 1997, Il giardino delle piante < Le Jardin des plantes> Simon puntualizza il suo lavoro sulla scrittura che egli definisce il ritratto della memoria: “ Ho cercato di dare un’immagine dell’intrico dei ricordi gli uni negli altri. La memoria e anche visualizzata sotto forma di frammenti di scavo o di collages, delle sue emersioni incoscienti e della sua incontrollabile spontaneità. L’opera di Marguerite Duras ha suscitato e continua a suscitare numerose polemiche, tra ammirazione e ripulse, incensamenti e sarcasmi. Ciò non deve stupire se si pensa alla personalità provocatoria e ribelle di questa scrittrice a allo stile dei suoi scritti, innovatori ed esigenti. M. Duras è nata in Indocina, un tempo colonia francese; suo padre era professore di matematica a Saigon e sua madre un’istitutrice. Duras giunse in Francia nel 1931, all’età di 17 anni, e qui proseguì i suoi studi di diritto e di politica a Parigi.
Enzo sardellaro, professore di Lettere Italiane e Storia