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Congresso di Ostetricia e Ginecologia svoltosi a Firenze nel mese di marzo '2006

di : Giuliano Marchese     

Autore : Anna Paoletti, Ordinaria Clinica Ginecologica Cagliari
Ecco la nuova pillola anticoncezionale
Funziona bene come contraccettivo, ottima anche per le malattie
correlate a disordini ormonali
Nonostante le belle parole e i tanti discorsi fatti, in Italia, in ambito di contraccezione siamo, dei Paesi europei, i più arretrati; le statistiche parlano chiaro, fatto cento il numero di donne di età compresa fra i 15 e i 45 anni, solo 50 di loro vi ricorrono e di queste, solo quattro su una, sceglie metodi sicuri ( Fonte S.I.G.O. Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia ). Fra i metodi che garantiscono maggiore affidabilità, annoveriamo la pillola anticoncezionale, scelta dal 26% di donne. Tuttavia, fra dubbi e parecchia disinformazione su questo presidio, ne deriva uno scarsissimo utilizzo fra le fasce meno abbienti di popolazione, al sud più che al nord e fra le giovani donne, il risultato; il non utilizzo di alcuna forma di contraccezione. Molti i tabù, molti i pregiudizi, ricordiamo l’ipotetico timore di sterilità e, non ultimo, il rischio di contrarre il cancro a seguito dell’utilizzo di questo preparato.
Fino adesso, bisogna ammettere, che l’opera dei medici volta al convincimento ad utilizzare l’associazione estro-progestinica, rappresentata, appunto, dalla pillola contraccettiva che, a giudizio unanime s’è rivelata efficace in oltre il 98% dei casi, è caduta nel vuoto, come ci hanno dimostrato gli studiosi riuniti al 12° Congresso Mondiale di Endocrinologia svoltosi a Firenze.
Ecco la nuova pillola anticoncezionale
Ma se l’attenzione dei medici nel capoluogo toscano era rivolta alla scarsa considerazione di questo preparato rispetto all’uso che ne fanno le donne, compreso un je accuse verso la stessa classe medica per non essere riuscita in tanti anni a far rientrare nei protocolli d’utilizzo questo presidio, l’interesse è stato rivolto anche verso una nuova classe di sostanze farmaceutiche che, di fatto, entrerebbero nella composizione della nuova pillola anticoncezionale.
Parliamo di un nuovo farmaco a base di clormadinone acetato, che dovrebbe essere immesso nel mercato fra breve e ritenuto efficace proprio per l’effetto antiandrogenico, ovvero nel contrasto degli ormoni maschili nella donna. Proprio in virtù di quest’azione, patologie quali l’irsutismo e l’ipertricosi, l’abnorme crescita di peluria nel corpo, o in zone circoscritte, l’acne e l’alopecia o una virilizzazione della donna, spesso conseguenza di altre patologie quali l’ovaio policistico, possono essere trattate efficacemente, dalla nuova pillola contraccettiva che, oltre a svolgere il compito prioritario per il quale è nata, avrebbe un’azione certa sulle malattie accennate, come ha ammesso Anna Paoletti, della Clinica Ginecologica Ostetrica e di Fisiopatologia della Riproduzione Umana dell’Università di Cagliari.
Nella pratica clinica, i disturbi richiamati vengono trattati, appunto, con la pillola anticoncezionale e, nel caso specifico, la nuova pillola, prodotta dalla Grunenthal-Formenti, una Casa Farmaceutica italo-tedesca, parrebbe agire positivamente grazie all’azione combinata del suo principio attivo, un ormone facente parte dei progestinici che modificherebbe il muco uterino evitando l’annidamento dell’ovulo fecondato fra le pieghe dell’utero, per non contare l’altra peculiare azione di questa nuova pillola, che evita che gli ormoni androgeni interferiscano sulle ghiandole sebacee del viso e sullo stesso cuoio capelluto, innescando forme patologiche come quelle appena citate.
Siamo dunque di fronte ad una nuova era rappresentata dall’utilizzo di un nuovo farmaco anticoncezionale moderno che, oltre a svolgere egregiamente la sua azione contraccettiva, ha importanti proprietà terapeutiche per la cura di patologie rilevanti, tanto più importanti se solo si considera lo scadimento della qualità della vita di tutte quelle donne che a seguito di disordini ormonali si trovano nella condizione di non poter condurre un’esistenza accettabile, per via degli inestetismi e non solo, rappresentati dalle conseguenze negative che tali malattie innescano su queste persone.
A questo punto, l’ultimo e forse più importante scoglio, aspetta il vaglio del mercato per un farmaco che è già pronto per essere immesso nei protocolli terapeutici, dopo aver superato ogni prova di tossicità prevista dalla Legge.
L’ultima parola spetta al medico pratico e agli specialisti, sulla base anche della recettività che questo nuovo preparato riceverà da parte del paziente che se dovesse essere positiva, potrebbe rappresentare la nuova e valida frontiera della moderna contraccezione e cura delle patologie correlate con l’apparato riproduttivo femminile.
Giuliano Marchese
Fonte 12th World Congress of Gynaecological Endocrinology, Firenze 3 marzo
Pubblicato il: marzo 30, 2006
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