L’autore mette in luce le contraddizioni, sia all’interno
dei testi sacri che nel
comportamento della Chiesa rispetto
a quello che è
l’insegnamento della Bibbia.
Viene sottolineata la possibilità che la Bibbia sia in realtà una
raccolta di fonti diverse, dato l’alto numero di volte che si contraddice da
sola o che vengono riscritti interi episodi nello stesso capitolo. Anche il
comportamento, spesso brutale e arrogante
di alcuni personaggi è fonte di dubbio sulla legittimità delle
Scritture.
Un altro fattore determinante è la mancanza di logica dei
fatti che vi avvengono, specie considerando il fatto che in molti di questi
punti la versione ufficiale voluta dal concilio NON ammette interpretazioni
simboliche o metaforiche.
Nella seconda parte del libro l’autore si concentra sul
Cattolicesimo, su come per causa sua ci siano state carneficine, persecuzioni,
ingiustizie. E su come all’interno delle sue gerarchie, la corruzione abbia
sempre avuto un peso non indifferente. Ancora una volta si individuano controsensi:
la
religione della fratellanza ha sempre causato divisioni tra gli uomini,
mentre le sue leggi spirituali andavano a braccetto con quelle umane, anche
quando qualora queste ultime fossero dispotiche. I concordati con i vari
fascismi ne sono un esempio.
La visione del mondo di un autore ateo, razionalista e
sagace.