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Il risveglio della mente globale - dall'informazione alla coscienza

di : marcellogr     

Autore : Peter Russell
Peter Russell è un fisico - futurologo di fama internazionale, e appartiene alla schiera degli scienziati
che indagano nuove vie di sviluppo della scienza occidentale e le connessioni delle sue nuove scoperte con le antiche elaborazioni del misticismo orientale. Di questa schiera fanno parte - solo per citare alcuni tra i più noti - i fisici David Bohm e Fritjof Capra, i biologi Bruce Lipton e Candace Pert, il geologo Gregg Braden.
L’opera di Russell utilizza in modo magistrale le scienze fisiche, biologiche e sociali per ripercorrere la storia affascinante della nascita e dello sviluppo della vita sulla Terra.
La tappa finale di questo sviluppo è la nascita – con la specie umana - dell’autocoscienza, mediante la quale gli uomini sono in grado di riflettere su sé stessi e sul mondo che li circonda e di cambiarlo in modo significativo.
L’analisi di Russell sui cambiamenti dei valori sociali e l’impatto dello sviluppo delle reti di computer fu considerata in anticipo sui suoi tempi all’atto della pubblicazione nel 1983, e negli anni successivi fu rapidamente confermata dai fatti.
In questi anni si sono infittiti sempre più i sintomi che l’umanità e la Terra si avvicinano a un bivio che può portare velocemente a un salto di qualità (una sorta di illuminazione globale) da una parte, o alla distruzione di massa dall’altra.
Questa visione è suffragata sia dall’analisi dei dati sociologici che dalla teoria generale dei sistemi (fisici e sociali).
Una società umana basata sulla sinergia - invece che sulla costrizione – è l’uscita vincente dalla crisi che stiamo attraversando.
E’ possibile questo sviluppo?
Russell indaga il percorso verso una società ad alta sinergia e verso un mondo sincronico, dimostrando con prove scientifiche fondate che il percorso è non solo possibile ma addirittura molto probabile in presenza di un comportamento umano adeguato.
Tra l’altro ciò che caratterizza qualsiasi organismo che funziona con successo è una integrazione armoniosa tra i componenti che viene chiamata appunto sinergia – dal greco syn-ergos che significa lavorare insieme.
Un ottimo esempio di un sistema ad alta sinergia è il nostro corpo: alcune centinaia di miliardi di cellule individuali, in cui ciascuna agisce nel proprio interesse, eppure ognuna sostiene simultaneamente il benessere dell’insieme.
In modo simile, nei gruppi sociali la sinergia rappresenta il grado in cui le attività dell’individuo sostengono il gruppo nel suo insieme.
Gli antropologi hanno trovato che i gruppi tribali ad alta sinergia sono caratterizzati da una bassa tendenza al conflitto e all’aggressione, sia tra individui che tra gli individui e il gruppo. La struttura sociale e psicologica sono tali per cui l’attività dell’individuo è in naturale armonia con le necessità degli altri e con quelle del gruppo.
Per quanto possiamo voler accrescere la sinergia nella società attuale – che sembrerebbe essere in uno stato di bassa sinergia – ciò non avverrà semplicemente attraverso il desiderio, la decisione intellettuale, la discussione e la coercizione. L’ammontare di sinergia in una società è un riflesso del modo nel quale percepiamo noi stessi in relazione con il mondo attorno a noi. Per far sì che la sinergia aumenti dovremo cambiare alcuni presupposti fondamentali che giacciono alla base del nostro modo di pensare e di comportarci.
Questo significherà evolverci interiormente allo stesso modo in cui ci siamo evoluti interiormente.
Lo sviluppo del campo morfogenetico proprio della società umana rende sempre più vicino il raggiungimento della massa critica che può aprire l’era della società ad alta sinergia.
Come i sociologi e i fisici ci spiegano, si tratta di un andamento esponenziale, con crescita a valanga. Questo significa che oltre un certo limite la velocità del processo aumenta sempre più rapidamente, e quindi il tempo di conclusione diminuisce moltissimo.
Questo tipo di andamento non è sconosciuto nella storia dell’umanità.
Per fare un solo esempio vicino a noi, ricordiamo la fine improvvisa e imprevista del socialismo reale, resa simbolicamente evidente dalla caduta del muro di Berlino nel 1989 che avvenne in una sola notte dopo un breve travaglio che seguì decenni di assoluta (apparente) stabilità.
La parte migliore dell’umanità sta prendendo velocemente coscienza dell’importanza (nel bene e nel male) del suo ruolo all’interno di questo organismo integrato Terra-uomini–natura che costituisce la Biosfera e che Lovelock chiamò Gaia considerandolo un unico organismo vivente e – con l’arrivo della specie umana – anche auto consapevole.
Questo libro offre la sua visione – volutamente ottimistica, ma basata su solide considerazioni scientifiche – a tutti coloro che sono alla ricerca della comprensione del proprio ruolo nel preservare e elevare la vita sulla Terra in questo nuovo cruciale millennio.
Dimostra che l’esplorazione interiore di ciascuno di noi è la chiave per la trasformazione della società mondiale e per la possibilità di sopravvivenza e progresso della nostra specie.

Il sottotitolo del libro - “dalla società dell’informazione all’era della coscienza” – accompagna e rappresenta la visione dell’autore sulla grande trasformazione che stiamo vivendo sulla Terra.
Ultima – ma non per importanza – è la considerazione relativa al linguaggio: il libro si legge d’un fiato, e la sua componente scientifica non solo non è pesante, ma affascina e coinvolge come un libro di avventure.
Pubblicato il: agosto 19, 2009
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