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Approccio razziale

di : alistra     

Autore : Valerio Marini
               APPROCCIO RAZZIALE
   Alcuni pensatori
del passato asserivano che sia la quantità, sia il modo in cui un individuo gesticola sono determinati dall’origine razziale.
   Hans Günter<1> sosteneva per esempio che il genere umano fosse composto da quattro razze distinte: la nordica, l’occidentale, l’orientale e la dinarica; e che ciascuna avesse una conformazione psicosomatica essenziale e specifica. Tra le caratteristiche somatiche, secondo Günter, la lunghezza del cranio, per esempio, è tipica della razza nordica, mentre la brevità del cranio della razza orientale. Analoghe distinzioni razziali sono stabilite in base al colore dei capelli, alla carnagione, alla statura, ecc. Quanto ai tratti psicologici la taciturnità, la freddezza e la fermezza dei nordici contrastano con l’irrequietezza spirituale ed emotiva e l’esuberanza degli occidentali. L’anima della razza occidentale è quindi come il suo corpo: smilza, leggera e piccola. Alla stesso modo Günter contrappone la parsimonia, l’indolenza e la circospezione degli orientali all’esattezza e la propensione a scoppi improvvisi dei dinarici.
Questi tratti psicosomatici, a suo parere, predeterminano, come già detto, sia la quantità, sia la qualità dei movimenti gestuali; l’ambiente, egli aggiunge, può influire sulle caratteristiche dei movimenti, ma non può sradicarli interamente.
Così i gesti dei nordici sono descritti come calmi e controllati, mentre quelli della razza occidentale sono oscillanti, lievemente cadenzati e morbidi, tali da denotare una certa innata capacità istrionica. L’uomo di razza occidentale trae grande piacere dalla parola parlata e da movimenti leggiadri e vivaci le sue energie mentali sono tutte prevalentemente rivolte verso l’esterno, nei nordici invece verso l’interno. Egli contrappone quindi l’effervescenza mediterranea al ritegno nordico. Quanto alla razza orientale, afferma che i suoi gesti non sono così fluidi come quelli della razza occidentale e non così netti come quelli della razza nordica; inoltre a differenza di questi ultimi, essi mostrano una mancanza d’integrazione con l’espressione del corpo. Nella descrizione dell’uomo dinarico Günter sostiene che esso è razzialmente dotato di evidenti capacità istrioniche, i suoi gesti sono pieni di decisione e di energia e tradiscono in generale una certa avarizia di movimenti.
Le posture corporali di un individuo sono egualmente determinate dalla discendenza raziale. Quelle del nordico, ad esempio, sono descritte come riservate, quelle dell’occidentale teatrali e quelle dell’orientale come informi. Per quanto riguarda la razza dinarica, a suo parere, essa non ha posture peculiari, avendo assimilato e modificato quelle del nordico e dell’occidentale. Quanto più un individuo è aristocratico (vale a dire nordico), aggiunge poi, tanto migliore sarà la sua postura. La postura perfetta, egli assicura ai suoi lettori, si trova principalmente tra gli europei d’origine nord-occidentale.
Pubblicato il: marzo 17, 2009
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