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La matematica è una livella

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Autore : Giulio
Abstract di : Lodiablo
Visite : 303  parole: 600   Pubblicato il: luglio 09, 2006
<< Ho ragione io.>>, dice Antonio.
<< Ma quando mai, tu non non sai quali sono i termini del problema. >>, afferma Ida.
<< Guardate che io sono il DOTTOR DE VAYRANI, e vi dico che vi state sbagliando entrambi>>
...
Quante volte vi siete trovati in discussioni di vario in genere che ad un certo punto degenerano in una vera e propria lotta per l'affermazione dell'IO di qualcuno degli interlocutori?
Sia che si parli di sport, della nazionale di calcio, dello scandalo Juventus, di politica, di Leggi, di lavoro, di scienza e tecnologia... tutti diventano grandi esperti di tutto.
Gli interlocutori perdono di vista il valore della discussione, e trasformano il tutto in una "bagarre". Tutti capiscono di tutto, tutti affermano il contrario di tutto.
Molti accompagnano le proprie argomentazioni con gesti simbolici solenni e ieratici, volendo così sancire, o sottolineare, il grande valore della proprie argomentazioni; altri cercano di avere ragione ironizzando sulle argomentazioni altrui; pochi cercano di esporre argomentazioni logiche e non contraddittorie.
Fanno bene questi ultimi, sarebbero "perdenti" comunque.

L'unico obbiettivo di tali discussioni è appunto l'affermazione dell'IO di qualcuno. La discussione è una lotta in cui si vuoler avere l'ultima parola a qualsiasi costo.
Non "vince" la logica delle argomentazioni; non "vince" quasi mai. "Vince" chi ha più "peso".
Il Dottor De Vayrani ha buone possibilità di affermare il proprio Io, perchè ha più "peso", sebbene pesi non più di 63 kg per 170 cm, agli occhi del "pubblico".
Ha buone probabilità di "vincere" anche se esponesse argomentazioni sconclusionate e contraddittorie.
Agli occhi dei più, del "pubblico", pesa l'osservazione: se lo dice lui che è dottore, deve essere così!.
Sia che si parli di sport, di informatica, di religione... "pesa" di più il dottor Tal dei Tali, dottore in non so bene quale disciplina.

In matematica così non è. Chi entra nel regno delle matematiche sa di non avere questa possibilità di affermazione del proprio IO.
Chi entra in questo mondo deve accettare di non aver più "peso" di altri; deve accettare un principio di uguaglianza universale.
Tutti hanno lo stesso "peso" a priori. In questo senso, la matematica è una livella, così come è la morte in un altro contesto.
In questo mondo "vince" chi ha più logica nelle proprie argomentazioni. In questo mondo, ragazzi in tenera età possono avere più "peso" di un solenne professore universitario; in questo mondo tutti sono alla pari rispetto ad una nuova "discussione".
Rispetto ad un problema nuovo, non contano i titoli, non contano i gesti solenni e ieratici, non serve ironizzare. Serve invece l'osservazione profonda, l'intuito, la riflessione, il talento.
vince chi trova la soluzione e lo dimostra. Non vince mai chi parla per parlare.

In matematica non vale la raccomandazione, non vale essere il figlio di Luciano De Crescenzo, non vale appartenere al nobile casato dei Gonzaga.
In matematica devi provare quello che dici e lo devi fare in modo inconfutabile. Altrimenti hai torto marcio.
La matematica ci dona l'uguaglianza tra i popoli e soprattutto tra gli individui.

www.matematicaeliberaricerca.com


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