Il cervello è stato sistematicamente dimenticato come sistema da cui dipende ogni nostra percezione ed ogni possibilità di
ragionamento, come invece asserì il medico greco Ippocrate. Il cervello di per se stesso non riproduce tutta la realtà, ma solo ciò che e sensibile. Pertanto Parmenide nel suo ”Poema della Natura” aveva già iniziato a mettere in dubbio la importanza del cervello, sottolineando il fatto che la mente può mentire. Infatti i sensi debbono essere significati tramite una
concezione del mondo e pertanto Parmenide scrisse: “Tu dirai di ciò che è, che è vero, ma anche di ciò che non è, che non è vero” , infatti la significazione della mente, può essere menzognera, sia perché può dire di ciò che non è ancora avvenuto, facendo previsioni, oppure può pensare, rivisitando la memoria del passato in modo non coerente ovvero arbitrario.
La dualità tra la mente e il Cervello pone quindi il problema del dubbio sulla corrispondenza tra realtà osservata e sua significazione. Pertanto Democrito disse che la realtà doveva essere determinata da elementi così piccoli da essere invisibili ed inalterabili (gli Atomi “a” negazione e tomo = dividere), che affermò dovessero essere “indivisibili” e che pertanto sarebbero stati il vero fondamento che determina indiscutibilmente ogni realtà. In tal modo le leggi della natura divengono “deterministiche”, ciò perché: “si disse: se gli atomi sono logicamente possibili, prima o poi saranno scoperti come effettiva realtà. Solo se gli atomi non verranno scoperti allora potremo dire che non e possibile alcun
determinismo”. Aristotele, fu scettico di tale...
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