Ce l’ha fatta
Anuradha Talwar, 49 anni, studi in Economia e master in Scienze sociali, presidente del Pkms, un sindacato
dei lavoratori rurali dello Stato indiano del Bengala occidentale a mettere in ginocchio il colosso automobilistico indiano Tata. Da due anni ormai infatti chiedeva la restituzione delle terre espropriate per costruirci sopra gli stabilimenti della Nano, l’auto supereconomica che l’azienda di
Ratan Tata avrebbe voluto portare sul mercato entro Ottobre. Dopo un lungo contenzioso infatti, l’impresa automobilistica sembra che stia per trasferire i suoi impianti in un altro Stato e probabilmente non riuscirà a fare uscire per tempo l’auto nuova. Una vittoria dunque per Anuradha e una sconfitta per Tata che ha investito 350 milioni di dollari.