Vanni Santoni, scrittore – giornalista toscano classe ’78 che con "Personaggi precari" nel 2007 ha vinto il Gran Premio Scrittomisto
di RGB media, ci riprova.
Ne "Gli interessi in comune" con lo stesso sguardo acuto ripropone dei personaggi in bilico: tra la
provincia e la città, tra i "viaggi" ed i ritorni, tra realtà ed alterazione, tra l'
amicizia e l'individualismo, tra il sesso e l'amore, tra “cazzeggio” e responsabilità, tra lo “sballo leggero” a quello vero.
Anche questi personaggi precari. L'unica cosa di stabile che li accompagna costantemente nella loro vita è "il consumo regolare, diligente, quasi scientifico, di tutte le sostanze".
E poi c’è la periferia dove ci si conoscono tutti, si accolgono tutti, si convive con tutti.. ma si giudica tutti.
C’è il baretto ritrovo con il personaggio leggendario, il personaggio conosciuto, il personaggio rispettato.. ed il personaggio emarginato.
Ed ancora le feste, i rave, le disco…
Le relazioni, quelle vere, non ci sono.
Il filo che unisce questo gruppo di “Illuminati” o “psiconauti” ma mai “psiconaufraghi” come si definiscono, sono sempre e comunque le droghe: non condividono altro, ognuno nel suo mondo, ognuno nel suo viaggio.
Si ha la sensazione che qualsiasi relazione si riassume in un rapporto consumistico di scambio che si ripete, senza un reale plot o risoluzione.Si ha la sensazione che qualsiasi relazione si riassume in un rapporto consumistico di scambio che si ripete, senza un reale plot o risoluzione.
“Edonisti, consumatori, conservatori” che scrivono il manifesto dei giovani, degli alternativi di Firenze.. novecentonovanta volantini che rimangono chiusi in uno scatolone.
Uno di questi però rimane, ci pensa Vanni Santoni a riportarlo nelle pagine del suo libro.
Un romanzo che si svolge non in orizzontale ma in verticale, che non si evolve ma va a fondo: lo specchio di un’epoca dove tutto si perpetra e nulla si risolve.
Nelle pagine di Santoni i trentenni possono rispecchiarsi, i cinquantenni comprendere, i ventenni riflettere.