Kurt Tucholsky, ebreo cittadino tedesco, scrittore, poeta , pubblicista, cabarettista, è un
autore ancora quasi sconosciuto all''infuori della Germania, estremamente prolifico ed esuberante, è per ora pubblicato in Italia solo in maniera incompleta e da un''editoria di nicchia.
Nasce a Berlino nel 1980, i nazisti gli tolsero la cittadinanza e diedero alle fiamme i suoi libri, morì suicida in Svezia, stanco e deluso dal suo popolo che pure egli ammoniva già da decenni.
"Non si può fischiettare contro l''oceano" scrisse.
Fu l''ideatore del celebre motto
" tutti i soldati sono assassini" e
scrisse per tutte le più importanti testate tedesche. fu attivo soprattutto durante il periodo di Weimar. Ma vale la pena leggerne una biografia.
Scritto nel 1912 questo breve ma incisivo romanzo
racconta la storia di due
innamorati che, d''estate, fuggono dal caos della città e dal perbenismo borghese per rifugiarsi per un week-end in una località di campagna dove vivono il loro
amore liberamente fra vezzi e facezie, proprio come fanno i
giovani innamorati. In questo luogo ameno, il tempo sembra fermarsi e fra i due giovani protagonisti
Nasce una forma di comunicazione alternativa, sensuale... nuova. L''autore cerca di raccontare l''amore fuori dai canoni della letteratura ed iconografia tradizionale essendo in questo straordinariamente moderno ed intrigante.
Come Kurt stesso la definisce quest'' opera rappresenta "
tempi migliori e tutta la mia giovinezza. La " voglia di vivere, felicità e leggerezza" che quà si racconta ebbe subito uno straordinario successo, vendendo in pochi anni 50.000 mila copie ( un successo per l''epoca) e diventando un punto di riferimento per generazioni di giovani innamorati che, grazie ad esso, impararono ad " amare di getto ".
Certe espressioni o battute non rendono molto in traduzione italiana perchè, proprio la modernità sperimentale del linguaggio, ne rende difficile l''interpretazione.
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