Doug Anderton, Sean Harding, Benjamin Trotter e Philip Chase sono quattro compagni di
classe in una ''scuola per damerini''
dell''inghilterra degli anni ''70. Attorno a loro, in Gran Bretagna cresce l''insoddisfazione della
classe operaia: mentre i loro padri combatteranno per preservare il proprio benessere, o per raggiungerlo, i quattro ragazzi affronteranno le sfide della crescita, dalla consapevolezza del lutto alla realizzazione dei propri sogni, dalla rinascita alla perdita dell''innocenza. Un ottimo libro, scritto da Jonathan Coe con la consueta perizia che lo accomapgna dai tempi de ''La famiglia Winshaw''. Le saghe familiari che contraddistinguono il suo tema preferito qui raggiungono vette di intrico ineguagliabili, al punto che il vero compimento delle vicende trattate ne ''La banda dei
brocchi'' può essere trovato solo nel successivo (e, per quel che mi riguarda, inferiore) ''Circolo chiuso'', pubblicato recentemente dopo un''attesa estenuante. Non è possibile leggere il primo libro senza aver voglia di affrontare anche il secondo, ma è nella ''Banda dei brocchi'' che Coe da il meglio di sè, forse aiutato da un decennio, gli anni ''70, che non può essere paragonato per intensità drammatica ai più patinati anni ''90. Questo libro è un capolavoro imprescindibile, che riconcilia ai piaceri della lettura anche i palati più esigenti. Consigliatissimo.