NEgli anni sessanta un
uomo con la sua piccola barchetta si allontanò dalle coste della spagna per cercare rifugio in un'isola solitaria e intima, Formantera. Costruì una casetta con i tronchi di legno che arrivavano dal mare, utilizzo le pietre che gli regalò l'isola e iniziò a camminare
solitario attraverso quel pezzo di terra che era il suo nuovo paradiso, pescava tutto il
giorno e prendeva il sole, giocava con i cormorani e intanto scolpiva le rocce bianche.
Un giorno un signore con un cane bianco e nero si avvicinò alla
punta estrema dell'isola dove viveva il saggio solitario e per la prima volta si resero conto entrambi della reciproca esistenza; l'uomo più anziano dell'isola conobbe al primo hippy che arrivò a Formentera; il primo di una lunga storia che tutt'ora continua tra ricordi, la nostalgia e i sogni. Di quel personaggio barbuto che costruì sull'isola la propria dimensione oggi rimane qualche conchiglia in equilibrio su una roccia rosata, la capanna di paglia e un invisibile percorso verso l'ignoto che chiunque raggiunge la punta estrema dell'isola seguirà senza pensare dove porta.
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