Per lungo tempo ho
resistito all'impulso di buttarmi nel fenomeno "Dan Brown", non
essendo un
grande divoratore di thrillers e, senza grandi aspettative riguardo
le sue capacità, ne sono rimasto lontano. Quando alla fine ho ceduto alla
lettura del Codice Da Vinci, sono giunto alla conclusione che ci fosse tanto da dire riguardo a questo libro.
Potrebbe non essere il più elegante esempio di letteratura, essendo stile popolare,tipico della
fiction, ma mi è piaciuto il fatto che qualcuno abbia osato scrivere soggetto tale. I
dibattiti, le controversie producono vendite, e usando Maria Maddalena,
Leonardo da Vinci e il Vaticano come soggetti, si sarebbe prestato a fare proprio quello. Nonostante il fatto che si riterrà sempre o che il
libro è basato su verità nascoste o che è pura fantasia, quello che rimane è un
buon thriller, creato tanto per cambiare nelle aule polverose dell’università,
con un retroscena di mistero vecchio tanto quanto il Cristianesimo. L’universo
ordinato di Langdon diventa caos quando gli viene chiesto di visionare la scena
di un omicidio. Un eminente scienziato è stato violentemente assassinato e
strani simboli sono stati incisi sul suo petto. Come esperto di iconografica
religiosa, la conclusione di Langdon è che si tratta del lavoro degli
“Illuminati”, una setta segreta, a lungo creduta scomparsa, ma apparentemente
resuscitata per combattere contro la Chiesa Cattolica.
La vecchia guerra tra scienza e
religione riaffiora e,
nell’arco dei pochi giorni della vicenda narrata dal libro, ha come teatro la
storia e la grandezza della Città Eterna, Roma. Nello scenario della necessità
di scegliere un nuovo papa, una cellula terroristica sta tramando per
distruggere il Vaticano, sia spiritualmente che fisicamente e Langdon si
ritrova in una terribile corsa contro il tempo per evitare che questo accada. Lasciando una traccia tanto deliberata quanto
sottile, ed usando i media per attirare l’attenzione verso la guerra, un unico
assassino si trova sempre un passo avanti a Langdon e la sua eclettica banda di
aiutanti. La corsa è a rotta di collo attraverso l’architettura rinascimentale
e le aule dorate di Roma; il risultato è la salvezza o la totale distruzione della
più grande organizzazione nel mondo occidentale. Secondo il mio parere quello
che rende questo libro migliore del più conosciuto Codice Da Vinci è che la motivazione
teologica è più facile da comprendere, sebbene sia il più grande interrogativo
nella religione occidentale. Alla base vi è la questione se scienza e religione
possano convivere. L’Universo è creato da Dio, o è evoluto secondo le pure e
rigide leggi della fisica, definiti dall’uomo, e dove, semmai, si incontrano questi
due paradigmi. Nel Codice Da Vinci ci viene chiesto di occuparci della
mitologia cristiana, degli scritti dei teologi. Qui ci troviamo di fronte al
puro concetto della creazione dell’universo, un soggetto su cui la maggior
parte delle persone ha ragionato. Uno dei fattori che distingue questo libro
dalla maggioranza dei thrillers è l’abilità di farci porre domande sulla natura
del mondo in cui viviamo. C’è un dialogo tra due protagonisti, che è un vero
pezzo illuminante di filosofia. Uno chiede all’altro se crede in un potere superiore. Questo
risponde che ha studiato su tutti i libri delle principali religioni, ma ha
trovato che non riesce a relazionarsi a queste. Il primo personaggio qualifica
la questione dicendo che scrivere sulla religione è solo la registrazione del
tentativo dell’uomo di comprendere il suo posto nell’ordine delle cose, e tutto
quello che bisogna fare è guardare le stelle e chiedersi se c’è qualcosa di più
grande di quello che si è in grado di comprendere, un potere più grande che
dirige l’universo. E domande come queste appaiono spesso, portando il libro al
di fuori dalle solite caratteristiche del thriller. L’ambientazione fisica del
libro
fa anche distogliere l’attenzione dallo svolgimento della trama.an mano
che nella trama vengono coinvolte opere d’arte, chiese, fontane, statue e
simili, si acquista familiarità con i lavori degli uomini rinascimentali.
Questi lavori includono anche scritti segreti di Galileo e la storia del
conflitto religioso dentro il Vaticano. Ci sono molte informazioni secondarie
che agiscono non solo come scenario, ma diventano anche una parte integrale del
complesso evolversi della storia. Se si sceglie di leggere solo un libro di Dan
Brown, questo è quello da scegliere, e come la maggior parte dei suoi libri è
un pesante volume, ma ha uno stile semplice che fa scorrere velocemente le pagine. Non sarà mai un
classico della letteratura, cosa che ho detto anche del Codice Da Vinci, ma
per quanto thriller, fa bene il suo lavoro e aggiunge una grande quantità di
filosofia, teologia, storia e belle arti che fa valere il libro.
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