I cavalieri del Graal sono
tre giovani alla ricerca del loro destino. La loro storia è
imbastita con il filo
della fantasia su una trama di miti e
leggende. A cominciare dal mago Merlino che li esorta a
intraprendere il viaggio verso la conquista del Graal
indicando loro il percorso e la meta da
raggiungere.
Dopo aver superato ostacoli e tentazioni, e dopo che le loro
strade si sono separate, i tre giovani si ritrovano, più
maturi e consapevoli, davanti al fuoco di un accogliente
castello, a raccontare le loro avventure ai suoi ospitali
signori , ma soprattutto a ripercorrerle per sé stessi,
realizzando, in tal modo, una riflessione introspettiva che
li porterà a riconoscere i propri limiti e le proprie
virtù, ad
affrontare le proprie paure e debolezze e a
comprendere i più autentici desideri del loro animo. Dopo
tutto ciò essi saranno in grado di assumere decisioni
consapevoli sul loro futuro e di darsi obiettivi da
raggiungere.
Il Graal è lo strumento che il saggio mago Merlino
utilizza per farli partire, per dare loro la forza di
affrontare e superare tutte le prove, ma non costituisce
l’obiettivo reale da raggiungere. Si può intravedere in esso
l’idea del bene che, da astratta e irraggiungibile in
assoluto, si fa concreta e necessaria se riportata sul
piano dell’agire umano. I tre giovani rinunciano a
perseguire un obiettivo utopistico che ignori la loro vera
natura e scelgono la praticabilità del bene in una vita
normale.
Al di là del contenuto fiabesco e allegorico questa favola
cavalleresca ha un elemento di modernità e quasi di
attualità nella rappresentazione del percorso di crescita
dei tre giovani , di un passaggio esistenziale,cioè, che si
ripete in modo rituale e ineludibile in ogni tempo e che
conduce i giovani a scelte determinanti per l’intera
esistenza.