La vicenda narrata in questo libro inizia il 10 maggio 1938 e si chiude
il 16 ottobre 1943. Essa si svolge in Italia, prima nella città di
Bologna e
poi di Roma. E' la storia di Arturo Finzi, ebreo italiano, e
della sua famiglia. Il libro è scritto sotto forma di
diario dove
Arturo riporta le sue esperienze di vita, citando le leggi emanate in
quegli anni che man mano trasformano la sua
vita e quella della sua
famiglia.
Il 10 maggio 1938 Arturo Finzi scopre di essere ebreo. Si presenta
regolarmente nella sua scuola, dove frequenta con profitto la IV
elementare. Il bidello gli indica un banco, lontano dagli altri
compagni, dove dovrà sedersi; arriva poi il direttore che proibisce a
tutti, escluso il maestro, di rivolgergli la parola. L'unico che poi in
futuro non lo emarginerà sarà il suo fidato amico Paolo.
Arrivato a casa, Arturo racconta quanto gli è accaduto a suo padre che
gli dice che ci deve essere un errore perché loro sono cattolici e per
di più lui è iscritto al fascio. Suo padre, che fa l'avvocato, si
presenta a
scuola per protestare e tutto si appiana, ma solo
temporaneamente. Intanto nel diario Arturo descrive le sue attività
scolastiche che riflettono la politica educazionale del fascismo: la
creazione della Gioventù Italiana del Littorio (GIL), la propaganda
patriottica, la Giornata Nazionale del risparmio, l'imposizione in
tutte le scuole dell'Inno del Balilla. Poi la scuola termina e Arturo
va al mare con la sua
famiglia e con quella del suo amico Paolo. Mentre
trascorrono giorni spensierati arriva la notizia della prossima
pubblicazione di leggi razziste; il padre telefona al cognato Samuele
che lavora a Roma del Ministero della Guerra che conferma il
peggioramento della situazione. Tutta la famiglia si trasferisce a Roma
dallo zio. A settembre Arturo e sua sorella iniziano a frequentare una
scuola ebraica, suo zio viene licenziato, suo padre non può più
esercitare la professione di avvocato e trova un posto da portinaio,
mentre sua madre, dopo anni di inattività, ricomincia a fare la sarta.
Arturo inizia a prendere lezioni di piano e conosce Giulia, una dolce
ragazza che diventerà il suo primo amore. Sullo sfondo c'è la guerra,
la povertà, la penuria di viveri e l'incertezza per il domani.
Un timido barlume di speranza si riaccende il 25 luglio 1943, con la
destituzione di Mussolini, poi con la notizia dello sbarco degli
alleati in Sicilia, la speranza che essi arrivino presto a Roma e una
discreta tranquillità per gli
ebrei di Roma, data dalla presenza del
Vaticano. Ma il destino è in agguato. Il 16 ottobre 1943 c'è un
rastrellamento tedesco nel quartiere ebraico, 1022 ebrei vengono
prelevati, la loro destinazione è Auschwitz. Arturo si salva
nascondendosi in soffitta, ma quando scopre che la sua famiglia è stata portata via decide di unirsi a loro per cercare di salvarli. Dei 1022
ebrei prelevati solo 15 di essi tornarono a casa. Arturo Finzi non era
tra di loro.
Lo stile è scorrevole, fresco, l'autore è riuscito a immedesimarsi
nella vita di un ragazzo dai nove ai quattordici anni ed ha descritto i
primi turbamenti amorosi, le prime trepidazioni, le speranze e i sogni
che non si avvereranno mai.
Frediano Sessi è nato a Mantova nel 1949, è narratore, saggista,
traduttore. Ha scritto diversi libri ed ha scritto saggi sulla
persecuzione degli ebrei durante il nazismo. Ha curato l'edizione
definitiva del diario di Anna Frank. Con "Ultima fermata: Auschwich" ha
vinto nel 1997 il premio "Un libro per la testa", Suzzara.
Titolo: Ultima fermata: Auschwitz - Storia di un ragazzo ebreo durante il fascismo
Autore: Frediano Sessi
Illustratore: Cecco Mariniello
Età: dagli 11 anni in poi,
pp. 146, ristampa 9, anno 2006, Casa editrice: Einaudi Ragazzi, Collana: Storia
Prezzo: 7,90
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