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Sommari e brevi recensioni

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Il cuore avventuroso

di : marzio19yahooit     

Autore : Ernst Jünger
In occasione del centenario della nascita, un critico scriveva di Jünger e lo accusava del rendere la morale un puro fatto
estetico. Jünger, dunque, un esteta e un immorale. La definizione calza benissimo, ove si vede la lucidità costante di questo autore, che scruta l'animo e le vicende della vita come l'entomologo - che egli realmente era - scruta un insetto al microscopio. Ernst Jünger sa bene che la morale è un frutto dei tempi e della contingenza, nonché un ostacolo che distorce la contemplazione delle cose in sé, per come queste sono veramente. Jünger può davvero considerarsi uno scienziato dell'animo umano, che nulla ha a che fare con la psicanalisi, ma che meglio di qualunque analista può comprendere le sottigliezze dello spirito, quando queste sottigliezze sono il sintomo di fenomeni paralleli e più grandi. La freddezza dell'autore è la freddezza dello scienziato, che non tollera alcun criterio morale nel suo osservare e valutare.
Queste caratteristiche sono particolarmente evidenti nell'opera giovanile Il cuore avventuroso.
Si tratta di una serie di annotazioni che l'autore ha raccolto in occasione di più viaggi, in cui la descrizione di un luogo di mare si alterna alle riflessioni su un colore, al racconto di una visione mistica o a una storia sognata e rivissuta. Nelle pagine di questo libro vi è il sogno, l'allucinazione, l'incanto, la riflessione, ma in tutto ciò il punto di vista dell'autore è sempre straordinariamente lucido: se non su quel che accade all'esterno, lo è almeno sui propri stati d'animo. E con l'essere vigile dei propri stati d'animo, Jünger ci descrive con la solita precisione analitica tutte le sfumature che l'animo attraversa: si tratti di timore, di paura, di terrore, di orrore, di angoscia, nonché di tutti i passaggi e gli slittamenti da uno stato all'altro.
Trattandosi di molteplici racconti o resoconti, la qualità e l'interesse non rimangono costanti.
Vorremmo menzionare, fra gli altri, il racconto Amore e ritorno: qui il protagonista, un ufficiale di guerra, si trova su un isola sperduta in cui vi sono molti uomini malati a causa dell'ingestione di un fiore tossico. L'ingestione del fiore causa un sonno da cui nessuno riesce a svegliarsi. Il protagonista è, al contempo, atterrito e attratto da questo fiore misterioso. Accade poi che scoppia una cruenta battaglia, in cui l'uomo  è costretto a fuggire, e trovandosi allo stremo delle forze, decide di mangiare il fiore. Accade così che l'uomo si addormenta. "Nell'ultimo barlume di luce - scrive l'autore - ebbi ancora un presentimento: io potevo vivere innumerevoli volte, incontrare la stessa ragazza, mangiare lo stesso fiore e morirne, così come innumerevoli volte tutto ciò era già avvenuto".
Tra le altre perle del libro, vorremmo ricordare infine Il forestaro e L'ippopotamo, che da soli compensano le pagine più lente e prive d'azione, che possono risultare pesanti a molti lettori.
Pubblicato il: aprile 29, 2009

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