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Sommari e brevi recensioni

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La metamorfosi e altri racconti

di : snaporaz979     

Autore : Franz Kafka

Senza sottovalutare i diari e le epistole, è indubbio che quando si usa l’aggettivo “kafkiano”

ci si riferisce soprattutto alla narrativa dello scrittore ceco.
Viene allora da chiedersi se, per capire questo enigmatico autore, siano più significativi i racconti o i romanzi…
Non è facile rispondere ma, come semplice lettore, ho notato spesso alcune differenze. I tre grandi romanzi incompiuti (“America”, “Il processo”, “Il castello”) rappresentano altrettante trafile in cui un innocente viene perseguitato da una società iper-burocratica e assurda.
Nella misura breve del racconto, com’è ovvio, non c’è abbastanza tempo per una simile via crucis, e allora l’autore, per ottenere il suo proverbiale effetto straniante, aumenta il carattere surrealista e non lineare delle storie, con risultati che a livello artistico a volte sembrano perfino superiori.
“La metamorfosi e altri racconti” è il volume che raccoglie tutte le narrazioni brevi pubblicate da Kafka quand’era in vita (esiste un altro corpus, quello dei meno noti racconti postumi).
Ovviamente il più celebre è il racconto eponimo, di cui tutti, anche i non lettori, hanno una vaga conoscenza. Gregor Samsa, il commesso viaggiatore che si sveglia sotto le sembianze di un “enorme insetto”, è stato letto da ogni possibile punto di vista. Molti hanno voluto vederci una critica alla nostra epoca, che ci riduce allo stato di esseri insignificanti senza altro scopo della produzione di reddito; altri hanno tirato in ballo la solita interpretazione edipica, indicando il trionfo finale dell’autoritarismo paterno, descritto da Kafka anche e soprattutto nella “Lettera al padre”.
Io, rileggendolo oggi dopo tanti anni, l’ho confrontato col dibattito in corso nella società civile sull’istituzione familiare (PACS, DICO, Family Day etc. etc.). A leggere il racconto di Kafka, in barba alle visioni edulcorate, la famiglia appare come un microcosmo cannibale, in cui non vige lo “Homo homini lupus”, ma addirittura il “Mors tua vita mea”. Gregor, divenuto insetto, parassita, porta i suoi parenti a superare la loro condizione di mantenuti, e ad approfittare della incredibile situazione per ripristinare il proprio dominio. Anche le cure che inizialmente la sorella riserva al suo “mostruoso” fratello, hanno in realtà uno scopo esclusivamente egoistico, che si svelerà quando la stessa ragazza, stanca del calvario, proporrà ai genitori di disfarsi della “bestia”.
E la straordinaria attualità di Kafka emerge anche in altri di questi racconti: basti pensare a “Una relazione accademica” e “Un digiunatore”, i cui protagonisti sono dei freaks sfruttati dalla società come fenomeni da baraccone. Come non pensare agli sciacallaggi e ai sensazionalismi mediatici spesso criticati nel mondo contemporaneo?
Poi c’è un altro topos kafkiano, solo in apparenza meno autobiografico: la parabola inquietante sulla Legge o la Giustizia (che non sempre coincidono, come avevano ben compreso i Latini: “Summum ius, summa iniuria”). Ecco che “La colonia penale” e il celebre “Davanti alla legge” anticipano il pessimismo del romanzo “Il processo”.
Ci sarebbero da citare tanti altri racconti che, a prescindere dalle chiavi di lettura, non possono che essere riconosciuti come pezzi di bravura di un vero e proprio maestro dell’ onirico e del paradosso. Non a caso un lettore onnivoro come Borges, parlando di Kafka, disse che la sua opera “fa parte del patrimonio dell’umanità”.
Certo, bisogna riconoscere che la lettura (o la rilettura) di questa antologia di racconti non è certo facile, soprattutto per chi non si accontenta di sfogliare le pagine, ma vuole penetrare il mistero dell’animo e della narrativa di questo colosso-insetto della modernità. Però si viene ripagati dalla sensazione di una sana boccata d’ossigeno che ci ha disintossicato, almeno per qualche ora, dai nuovi veleni omologanti. 
 


Pubblicato il: aprile 17, 2009

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