Breve romanzo scritto in prima persona del fortunato
scrittore siciliano, padre del "Commissario Montalbano". Questa volta è lo stesso Camilleri che racconta di una sua avventura, non reale, in Sicilia, dove un latitante, a lui grato per aver alleviato con i suoi romanzi i dolori della moglie morente, lo porta in una località segreta dove gli mostra una sorta di diario scarno scritto dal pittore Caravaggio durante le sue disavventure tra Malta e la Sicilia. Lo scrittore, allora, copia alcune pagine che sono
poi quelle che si leggono nel libro, scritte naturalmente in italiano del ''600. Caravaggio fugge da
roma a Napoli, dove una maga gli cede un unguento che, posto sugli occhi, lo aiuta a sopportare la vista del sole, che, da quel momento, per lui sarà di
colore nero, creando strani effetti visivi. Si reca poi a Malta, per essere nominato Cavaliere e sfuggire alla condanna a morte emessa dai tribunali pontifici, ma un incidente con un membro dell''Ordine che governa l''isola lo costringe a ripiegare in Sicilia, dove passa per Agrigento, Naxos, Messina, fino a Palermo, e da qui si imbarca per Roma. a questo puntoil diario si interrompe. Camilleri
allora lascia la località segreta e torna a Roma. Poco tempo dopo viene a sapere che il latitante era stato trovato morto in Sicilia.
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