Prefazione
Dopo aver ottenuto risultati più che incoraggianti, o meglio, per attenermi al titolo del libro, risultati
sconvolgenti, circa un caso di schizofrenia e di un tumore in fase avanzata, ho deciso, per motivi coscienza, di rendere pubblico simile materiale. A dire il vero, il caso di tumore lo stavo documentando giorno dopo giorno in rete, ovviamente perché sapevo in anticipo che avrei ottenuto un certo successo. Ciononostante, il caso non riscosse interesse, allora, ne sospesi le trascrizioni e, dove potevo, cancellai la cronistoria. Comunque il documento è ancora visibile, in versione originale, su alcuni forums o blogs, basta inserire su un motore di ricerca “Cronistoria di un tumore in fase avanzata” o “Terapia del dolore oncologico”.
Credo che il testo possa dare avvio a spunti di ricerche e offrire una sorte di speranza a quanti in questo momento non ce l’hanno.
Del resto, ritengo che diversi problemi patologici, visti da una prospettiva differente, potrebbero essere di semplice soluzione.
La cosa che mi ha colpito di più nel prosieguo delle sperimentazioni è stata l’acquisizione che il nostro cervello è fondamentalmente una macchina che vuole comunicare. Infatti, se provate a chiederglielo, immancabilmente otterrete una risposta. Le risposte, nella maggior parte dei casi, sono di tipo non verbale e non sempre è possibile prevederne il canale sensoriale di arrivo; a volte, però, si ottengono anche risposte verbali.
Il nostro cervello oltre ad esse una macchina che vuole comunicare e anche una macchina intuitiva in grado di comprendere messaggi approssimativi, inoltre è capace di fare quasi qualsiasi cosa, anche rimuovere una grave patologia.
Per comunicare con una macchina bisogna conoscerne il linguaggio. La stessa cosa vale per il nostro cervello. Personalmente ne conosco alcuni, non è tanto, ma sufficiente ad ottenere risultati terapeutici. Spero scoprirne altri e ampliare il bagaglio di conoscenze inerente al suo funzionamento.
D’altronde il Spremo ci ha donato un encefalo abbastanza sofisticato, purtroppo si è dimenticato di fornire le istruzioni per l’uso, quindi ci troviamo in una situazione paradossale in cui un essere umano sa usare meglio un telefonino o avviare una lavatrice che far funzionare in modo deliberato il proprio cervello.