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Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Summary rating: 4 stars (19 Recensione)
Visite : 2422
parole : 600 

di : Emanuele

Autore : Philip K. Dick
Pubblicato il: novembre 03, 2005
Questo è l'ennesimo romanzo dell'americano Philip Dick (1928-1982) dal quale è stato tratto un film di fantascienza che ha avuto un ottimo successo. La pellicola è diretta da Ridley Scott, si intitola Blade Runner, con Harrison Ford nella parte del protagonista.
Perché il titolo è così diverso?
Perché il film, pur essendo gradevolissimo, non è riuscito a portare sullo schermo la parte più teologica del romanzo, accontentandosi di sfruttare la forte trama di fondo presente nella storia.
Siamo a San Francisco nel 1992 (il romanzo è stato scritto nel 1968). Una nuova guerra globale ha portato all'estinzione tutti gli animali. Ne sopravvivono pochissimi esemplari, venduti a prezzi esorbitanti. Oggi, con la minaccia della pandemia d'influenza aviaria, fa venire i brividi la parte che descrive come tutto iniziò con la morte delle civette. Nemmeno l'uomo se la cava bene. A causa di certe polveri presenti nell'aria, i governi spingono all'emigrazione, e offrono come incentivo un androide antropomorfo, consegnato gratuitamente per servire chi lascia la terra. Questi esseri artificiali sono sempre più sofisticati e simili agli esseri umani e la loro presenza è vietata sulla terra, ma ogni tanto qualcuno elude la sorveglianza e si nasconde tra i pochi abitanti ancora rimasti.
Il protagonista del romanzo è Rick Deckard, un cacciatore di taglie che si occupa di "ritirare" gli androidi entrati illegalmente sul nostro pianeta. Il termine "ritirare" nasconde una caccia spietata, che termina di solito con la morte dell'androide o quella del cacciatore. È sempre più difficile riconoscere gli automi, e per scoprirli si usa un test di empatia, chiamato Voight-Kampff che si basa su una serie di domande e risposte, purtroppo si teme che la nuova serie Nexus-6, possa eludere il test simulando sentimenti umani, ma si tratterà solo di una simulazione?
L'unico livello di empatia che nessun androide è mai riuscito a imitare, è la comunione mentale praticata dai seguaci della religione di Wilbur Mercer. Ottimo il parallelismo televisione-religione, entrambi in competizione per conquistare le menti della gente, purtroppo nella versione cinematografica queste sottigliezze sono andate perse. Un'altra differenza dal film, è la consuetudine dei pochi abitanti della terra di possedere un animale per dimostrare il proprio status sociale. Chi non può permetterselo, ne acquista uno artificiale, ingannando i vicini di casa. La pecora di Rick è morta all'improvviso, e lui è stato costretto a sostituirla con una elettrica, molto più economica ma del tutto e per tutto simile all'originale. Sarà questo l'inizio, dove Rick si chiederà se davvero gli androidi sono così diversi da noi, e comincerà ad avere rimorsi durante la caccia agli immigrati clandestini non umani. L'incontro con Rachael, una dipendente dell'associazione Rose di Seattle, che costruisce gli androidi, gli causerà un conflitto interiore che solo al termine del romanzo troverà un epilogo.
Anche alcuni personaggi secondari sono molto interessanti, come l'altro cacciatore di taglie Phil Resch, e l'uomo che non ha il livello minimo di intelligenza per poter emigrare: Isodore.
La trama è coinvolgente, ricca di colpi di scena. La lotta uomo-androide è serrata. Originale, come lo sono la maggior parte delle storie inventate da Philp K. Dick. Un capolavoro della fantascienza, se vi piace il genere, non potete mancare di leggerlo.

Commenti

Showing 1 out of 1   Aggiungi un commento
  1. 0 Recensione mercoledì 5 settembre 2007
    1

    Raffaella

    Do androids dream of elettric sheep?

    Recensione davvero ben fatta! complimenti.

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